Un locale gestito con passione. Molto poco genovese. Un'associazione attiva da 40 anni, che ha ospitato Duke Ellington, Mingus, Count Basie
27 marzo 2007. Aggiornamento
I concerti al Louisiana si tengono il solo giovedì sera, con inizio alle ore 21.15. Il costo della tessera annuale è di 20 Eu
A volte non sono le novità a stupire. A volte torni in un posto dopo più di tre anni, trovi tutto uguale ed è bello notare che le buone abitudini non si sono perdute. Vi avevamo già parlato del Louisiana Jazz Club, di una serata passata ad ammirare quest'angolo di New Orleans nascosto in un seminterrato genovese. I concerti sono sempre al giovedì (a partire dalle 21.15). Nel frattempo l'associazione ha compiuto 40 anni di attività, ma l'entusiamo è sempre quello dei primi giorni. Rileggendo il nostro contributo, ci si rende conto di quanto sia rimasto attuale.
Immutata è la gentilezza della signora che ti accoglie alla cassa, e che ti chiede di fare la tessera del circolo: un anno di musica 15 Eu. Identica anche l'aria di famiglia che si respira tra il pubblico (sembra siano tutti vecchi amici) e la media da nozze d'oro (ma non manca qualche giovane appassionato). Quando arrivo si appresta a salire sul palco il Dani Lamberti Jazz Group. Dani, uno degli organizzatori del locale, è emozionato: «abbiamo tanti pezzi nuovi, speriamo di suonarli bene», confessa. Intanto agita un bicchiere di whisky.
Al piano superiore c'è qualcuno che fa quattro chiacchiere bevendo vino, ma i più sono sotto che aspettano lo swing. Una scaletta a rotta di collo porta dritta nel locale sottostante. Il soffitto è coperto da materiale fonoassorbente e i muri colorati con un rosso intenso. Le colonne si frappongono tra il palco e alcuni tavoli, ma tra gli allestitori ci deve esser stato un mago del gioco di specchi: da qualsiasi punto della sala si vedono mi musicisti. Ho visto un posto molto simile a Praga, e infatti non sembra proprio di essere Zena. «Da poco siamo riusciti a comprare i muri», dice Dani. Ma niente aiuti o finanziamenti per l'Associazione, il ricavato arriva dalle tessere, dal bar, «e dai nostri portafogli», aggiunge lui.
Un cameriere equilibrista fa la spola tra il bar e il piano inferiore col vassoio, per dissetare i clienti. Per chi ha fame c'è la pizza, mentre una birra media costa 5 Eu. Nel frattempo Dani e gli altri ricominciano a darci dentro: Davis, Ellington e via cantando. Canta Betty Ilariucci che non ha nulla da invidiare alla migliore voce jazz/blues al femminile che vi viene in mente.
Il ha compiuto quarant'anni nel 2004. A guardare la lista dei nomi che è riuscita (insieme al Museo del Jazz) a portare a Genova c'è da impallidire: Duke Ellington (ai Parchi di Nervi nel 1970), Gillespie, Mingus, la Count Basie Orchestra, per citarne solo alcuni. Tutto ciò non ha che una spiegazione: tanta tanta passione.
Nella foto: Betty Ilariucci e il Dani Lamberti Jazz Group in azione al Louisiana