Guardate la chiesa di San Donato.
Dentro c'è una madonna di Niccolò da Voltri, una pala del trecento. Ci siete mai entrati? Io no. Io ci vado di sera, quando la basilica è sprangata; guardo il portale e penso che Genova è una città incredibile. Sopra l'architrave c'è una lastra di marmo con scritto INDULGENTIA PLENARIA QUOTIDIANA AETERNA, avrà un cinque, seicento anni. Sta a significare che pagando una cifra variabile si poteva andare nella chiesa di San Donato ed essere assolti dai propri peccati. - Più o meno allo stesso scopo è stata inventata la Kaipiroska- penso, ed entro nel Le Corbusier. L'atmosfera è quella del locale di grido, si beve bene, si incontra chiunque: gli attori del Teatro della Tosse, i musicisti, i filosofi etilici e tutti quelli che con anni di ostinato, genovese anonimato hanno fatto di questo dedalo di viuzze il silenzioso bailamme che è. Una volta tanto lo staff del locale è simpatico. Sebastiano, il barista specializzato in mojito, ha messo un disco di Miles Davis. Gli chiedo di cambiarlo e si scandalizza.
- Non ti piace Miles?-
- Tutt'altro, ma vorrei il Santana dell'altra settimana.-
- Non ho più il cd, me l'hanno rubato.-
- Qualcuno ha fregato i dischi?-
- Scherzi? Un mese fa sono andato nel retro e quando torno non c'è più il lettore.-
Ma ci si distrae, fortunatamente. Le cameriere del Lecorbu, come lo si chiama in slang, hanno un fare gentile. Qualcuna ha anche la camminata giusta perché al suo passaggio qualsiasi riflessione seria si sbricioli per lasciare il posto al cedimento della mascella. È notte! Siamo al centro del centro storico rianimato di recente, la Genova viva, multirazziale, qui c'è veramente di tutto e in assoluta tranquillità. Dai tavoli arrivano parole francesi, inglesi, promettenti studentesse dell'Erasmus unitevi.
Poi si andrà a ballare o a fare tardissimo in un posto meno affollato.
Per l'intanto si beve e magari, fra un discorso e l'altro, si dà un'occhiata alle mostre di fotografia o pittura che il locale ospita con instancabile coerenza. Siamo a Genova: basta che apri gli occhi e c'è qualcosa, basta essere curiosi. Siamo fatti così, bisogna venirci a stanare. Ma senza fretta, per carità, senza fretta.
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