Nel sottosuolo di Genova c'è un pezzo di Baviera. I fondi del Palazzo della Borsa di piazza De Ferrari ospitano infatti da pochi giorni la , ovvero la "filiale" genovese della celebre birreria-ristorante . Traducendo, d'ora in avanti anche da noi si potranno gustare bratwurst, brezel, crauti e birre weizen con sottofondo di fanfara da Oktoberfest e cameriere in costume bavarese.
«È la prima volta che la HB concede il suo marchio in terra non tedesca», mi spiega Alessio Balbi, trentunenne genovese, ex-informatico fulminato sulla strada che porta a Monaco. Pare che il direttore stesso della birreria monacense - probabilmente sfiancato dalla spietata corte di questo testardo italiano - sia sceso sotto la Lanterna per controllare con meticolosità tutta teutonica che il progetto fosse degno di diventare la prima birreria monomarca dell'HB. «Sono curiosi anche loro, è un esperimento per tutti», si inorgoglisce giustamente Alessio.
Scendere i dieci gradini che da via Dante portano nel sottosuolo del Palazzo della Borsa è una specie di viaggio. Arrivi che sei in un'altra dimensione. Tavoloni di legno spesso decorati con le losanghe bianco-azzurre (la bandiera bavarese), festoni, insegne di vie di Monaco, scritte in tedesco, vecchie pubblicità della BMW, un finto cortiletto con tanto di alberello. Non fosse per l'inconfondibile cadenza genovese delle cameriere (in costume) diresti di essere arrivato in Germania. Il filologismo del recupero è davvero minuzioso: vi invito a recarvi a Monaco per poi tornare qui e scoprire i mille particolari "in stile" dell'HB genovese.
Poi c'è la filosofia di fondo: basti pensare che Alessio ha escogitato una politica di prezzi che penalizza le "birre piccole" - i boccalini da 25 cl. - perché in Germania non li usano e vorrebbe che neanche qui gliele chiedessero. Neanche la scelta di appoggiarsi all'HB è casuale: è l'ultima grande marca monacense che non è stata divorata dalle multinazionali della birra.
Il ristorante («anche se vendiamo birre non vorrei che ci confondessero con un pub») propone essenzialmente piatti della cucina tirolese ed altoatesina, provenienti in larga parte da presidi Slowfood - come lo stinco al forno (11,50 Eu) - o recuperati da piccoli produttori al di fuori della grande distribuzione, vedi i wurstel bianchi (6,50 Eu) scovati in una piccola macelleria di Merano. Fra i primi non mancano i canederli allo speck e gli spätzle, gnocchetti tedeschi (5,00 Eu). Con una ventina di euro mangiate e bevete.
«Abbiamo scelto di proporre la gastronomia altoatesina sia perché è più simile alla nostra», spiega Alessio, «sia perché è più facile per noi approvvigionarsi».
Le birre, ovviamente, sono tutte HB: la Hofbräu Original (chiara), la Münchner Kindl Weissbier (weizen) e la Hofbräu Maibock (ambrata, prodotta da quattro secoli). La media costa 4,50 Eu, il litro 7 Eu.
Come in ogni birreria bavarese che si rispetti, è possibile lasciare il proprio boccale in un armadietto, chiuso a chiave, e recuperarlo per le bevute. «Ma prima dovrete dimostrarmi di essere buoni bevitori», sorride Alessio. Ein prosit der Gemütlichkeit!
Nelle foto: in alto Alessio Balbi in azione, in basso un angolo della birreria
Hofbräuhaus Genova
via Boccardo 5r
Genova -
GE
010 542988