Quella del pub irlandese è una fissa, una concezione del mondo, una passione che non ti molla più.
Tiziano Satta ne è rimasto fulminato molto presto: nel 1996, poco più che ventenne, apriva il
Duffy Pub in via Torti, uno dei primissimi Irish pub genovesi.
Le vicende della vita lo hanno portato ad aprire un altro locale in stile celtico a Santa Margherita - il Green Rose - ma da qualche settimana è tornato all'ovile di San Fruttuoso. Il Duffy è ancora lì, anche se ora si chiama
James Joyce Pub.
Gli interni sono cambiati poco negli anni, dando al locale un sapore vissuto che non guasta mai. Legno a profusione, luci soffuse, una riga di spine, il retrobanco pieno di bottiglie di whisky e altri distillati. Gli elementi ci sono tutti. Compresa una sala fumatori per una cinquantina di persona. In città è più unico che raro.
Capitolo birre:
Guinness (che sarà presto il marchio del locale),
Harp (lager e strong),
Kilkenny (4.50 Eu la pinta). C'è anche qualche bottiglia, ma la spina è un'altra cosa, e poi cocktail (5 Eu). Il pezzo forte è mangereccio, con una serie di piatti a base di Guinness (pasta, stufato) ed il classico breakfast irlandese con bacon e uova fritte (accontentatevi di gustarlo la sera). La cucina sforna anche una lunga serie di piatti più tradizionali: pasta, carne e dolci. «Il mio obiettivo - dice Tiziano - è quello di abbinare ad ogni portata un tipo di birra, una cultura ancora poco viva qui in Italia».
Tutti i venerdì sera c'è musica dal vivo, soprattutto rock e blues.
Ma la vera attrazione del posto è Tiziano, uno che è capace di tenerti due, tre ore incollato alla sedia parlando di una sola cosa: birra. Appassionato e un po' giocoliere (ha scritto il mio nome sulla schiuma della pinta...), su Guinness e dintorni ne sa una più del diavolo: «ho frequentato masters, corsi, faccio il consulente per altri pub», dice lui. Insomma, nella zona è un'autorità .
Quando è iniziata la passione? «Ai tempi in cui andavo con gli amici al
Britannia e all'
Irish Pub di Chiavari», continua Tiziano, «poi ho aperto il primo Irish di Genova. Feci subito dei record: per esempio, 1000 litri di birra a settimana, 30 fusti...».
Nel periodo di sua assenza le cose non sono andate altrettanto bene. Così ha deciso di tornare. Come mai James Joyce? «Il Duffy è finito in quel periodo, anche se continuano tutti a chiamarlo così. Joyce fa comunque parte della cultura irlandese, mi piaceva».
Nel corso della serata mi ha regalato anche qualche news: tipo che i giapponesi stanno comprando quasi tutte le marche di birra del mondo (la Guinness per ora si è difesa), che l'Irish Coffee è diventato famoso grazie a un giornalista americano che ha assaggiato per caso il caffè tradizionale che facevano nelle case irlandesi, che nel 1494 un frate coi capelli rossi partiva per le americhe con qualche quintale di malto, per non rischiare di rimanere senza whisky. Certo che sti irlandesi...
Nella foto: l'interno del James Joyce Pub