Vado spesso in giro per monti. Il più delle volte dopo l'escursione mi fermo in qualche "bar rurale". E' sempre isolato, a volte con televisione e canonico incontro di calcio, i suoi fieri neon e i mobili in truciolato di qualità scadente (perché dovrebbe essere migliore ?). Prostrato dalle fatiche chiedo una lattina. Il gestore estrae dal frigo il prodotto e lo "serve", spesso accompagnata da qualche orrenda cannuccia da pochi micron di spessore. Prima di scolare la latta talvolta ne osservo la parte superiore senza neanche troppa attenzioene. Devo ammettere che raramente è pulita. In questi casi puoi fregartene, provare a suggere con lo strumento in dotazione o chiedere il bicchiere.
Che altro rimedio c'è ? Ovviamente farebbe comodo un qualche sistema che garantisca la pulizia del tappo del contenitore. Ed è proprio quello che ha inventato il Signor Ribi.
"Tutto qui -mi direte - lo faccio anche io con il domopak". Il problema è che il domopak ( e prodotti similari ) spesso non fa presa su questi materiali, non è a tenuta d'aria e presenta qualche controindicazione.
L'idea mi è piaciuta molto e così sono andato a trovare Leòn Ribi, l'inventore di questo particolare sistema di profilassi nel suo originalissimo appartamento qui a Genova. E ho scoperto quale mondo si nasconda dietro a questa concetto apparentemente semplice.
Tutti i contenitori prodotti per uso alimentare infatti, prima di essere riempiti, vengono ammassati in enormi magazzini, a volte anche all'aperto dove incamerano ogni genere di nefandezza. Si va dai batteri sino alle muffe e a piccoli insetti. L'idea del signor Ribi, maturata qualche anno fa nella sua azienda vinicola fuori città, è stata quella di sviluppare un tappo ultra-economico e di facile applicazione, in grado di garantire la sterilità della bottiglia prima del riempimento. Se pensate che lavarla semplicemente sia facile vi sbagliate, perché il processo, oltre ad essere molto costoso, non garantisce nessun risultato apprezzabile. I tappi in plastica più convenzionali sono scomodi e costosi.
Così, dopo una lunga gestazione, è nato il tappo Ribi, una film di materiale plastico a perfetta tenuta che aderisce su bottiglie, lattine, contenitori, prima (e volendo anche dopo) l'imbottigliamento. La sua migliore qualità è comunque il costo ridottissimo, abbinato anche ad una grande praticità. Viene applicato da particolari macchinari subito dopo la lavorazione della bottiglia e rimosso un momento prima del riempimento.
Detta così non sembra sta genialata, ma se pensate al numero di bottiglie costruite, centinaia di milioni ogni mese solo in Italia, la vostra prospettiva cambierà.
"Realizzarlo e brevettarlo non è stato affatto facile - mi diceva Ribi - ha richiesto notevole investimenti in tempo e denaro. Sviluppare l'idea, il materiale, costruire il prototipo, i macchinari e valutarne scientificamente la validità".
Quest'ultima fase è stata portata avanti dall'Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di igiene e validamente dimostrata in un video realizzato da Giorgio Bergami (Una vita dedicata alle foto). Gli scettici guardino qui:
C'è da dire che la famiglia Ribi non è comunque estranea a questo tipo di pensate. Genitori e fratelli si sono in più casi distinti con qualche particolare prodotto o invenzione. Dalla pesca sino ai veicoli da corsa.
Ed ora che il progetto è perfettamente avviato tornerà a dedicarsi alle sue passioni. Fare il manager per ora non gli interessa. Riprenderà a dipingere, secondo gli schemi meno convenzionali. E magari tra qualche anno qualche nuova idea spunterà fuori.
Pensate di essere al bar di prima. Che ci fate con la lattina ?