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Ingegneria Senza Frontiere

 
Una rete di associazioni sostiene i paesi poveri con progetti di formazione. Sabato 28 gennaio un incontro sulla cooperazione internazionale
 
   

     
23 gennaio 2006
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mentelocale di
Francesca
Baroncelli
   
bambini africa
Quando uno pensa al classico ingegnere immagina un viso pallido, emaciato, chiuso in un mondo fatto di scienza e tecnica. Non sono così gli studenti genovesi che hanno aderito al progetto di Ingegneria Senza Frontiere. Nome impegnativo quello della rete di associazioni indipendenti che, nata in Spagna, si è poi diffusa in diversi Paesi, tra cui l'Italia, nelle sue principali città universitarie.
Ma di cosa si occupano questi ingegneri atipici? Me lo spiega Cristiano Nattero, responsabile del "gruppo formazione". 27 anni, Cristiano è studente di Ingegneria informatica: «l'Associazione promuove un uso più etico dell'Ingegneria, utilizzando dei metodi scientifico-tecnologici e seguendo due strade preferenziali: la cooperazione allo sviluppo e la formazione, soprattutto in ambito accademico. Le ISF italiane si fondano tutte sulla stessa Carta dei Principi. Ma vogliamo iniziare a conoscere anche gli ingegneri stranieri».

A Genova il gruppo di studenti senza frontiere (ma non è necessario essere ingegneri né essere iscritti all'università per entrare a far parte del progetto) è composto da 30 persone, «ma la mailing list conta circa 240 iscritti: sono in molti ad interessarsi alle nostre iniziative volte a dare risposte concrete ai problemi del "Sud del Mondo"». La Carta dei Principi dell'Associazione parla infatti di "diffusione delle pratiche e delle tecniche ingegneristiche in grado di favorire la piena realizzazione di tutti gli individui e comunità umane".
Ma, al contrario di quello che si potrebbe pensare, non si tratta solo di belle parole: «molti studenti scelgono di preparare la tesi di laurea con Ingegneria Senza Frontiere ». Un aspirante ingegnere ha scelto di preparare una tesi sulla produzione di energia in Perù partendo dagli scarti di riso, l'alimento più diffuso in quelle zone. Con lui ha collaborato anche un'università locale.
Di recente, poi - e grazie alla collaborazione di una Ong locale - è stato possibile realizzare un progetto di itticoltura nella Repubblica Centro Africana». Anna Palla, che ha preparato la tesi sull'argomento, è stata sul posto e ha progettato un impianti pilota, tutt'ora funzionante.

Anna fa parte dell'Associazione da due anni: «Tutti noi ci impegnamo molto per raggiungere risultati concreti, anche attraverso seminari e incontri». Ingegneria Senza Frontiere ha dedicato infatti l'intera giornata di sabato 21 gennaio ad un tema saliente: la cooperazione internazionale.
E sabato 28 gennaio se ne discuterà ancora presso la sala parrocchiale della chiesa di San Francesco, ad Albaro. «La relatrice Silvia Parodi, membro dell'Associazione, darà il via ad un'esercitazione su un progetto di cooperazione, che sarà realizzato seguendo le direttive del ministero degli affari esteri», spiega ancora Anna. L'incontro avrà inizio alle 9 e terminerà alle 13. Per iscriversi basterà inviare un'e-mail all'indirizzo isf@diam.unige.it.

Prossimamente i ragazzi organizzeranno alcuni incontri formativi sul problema dei rifiuti e sulle nuove fonti di energia. L'Associazione curerà inoltre una mostra riguardante i fatti di Bhopal e che avrà come sede la Loggia della mercanzia di piazza Banchi.
Per avere una visione d'insieme dei progetti attivi in questo momento vai su genova.isf-italia.org e segui il link alla pagina dei progetti.

Per informazioni sulle associazioni di volontariato di Genova contattate il Celivo al numero 010 5956815.
 
 
 
 
 
 
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