Tutto è iniziato con un concorso. Il
Premio Provincia di Genova 2006 è la manifestazione dedicata alle opere inedite e innovative realizzate in Dvd da giovani artisti per valorizzare la storia, la cultura e le tradizioni della città e della sua provincia.
Fabrizio Lo Presti, 34 anni vissuti fra teatro e televisione, ha ottenuto una menzione speciale per il suo corto "
Giorgio Caproni. Frammenti di vita in Val Trebbia". Il documentario è passato poi sotto lo sguardo esperto di
Antonella Sica e
Cristiano Palozzi, direttori artistici del
Genova Film Festival, che l'hanno proiettato nel corso dell'ultima rassegna. «Il corto è piaciuto un po' a tutti», spiega Fabrizio, «i giudizi positivi dei parenti e degli amici di Caproni - tra i quali spicca la figura del poeta
Attilio Bertolucci - mi hanno spronato a non abbandonare il progetto».
Tanto che oggi il cortometraggio diventerà
un film vero e proprio. «Grazie al sostegno del vicepresidente della
Comunità Montana Alta Val Trebbia Federico Marengo, che ha finanziato parte del film,
sabato 29 e domenica 30 luglio termineremo le riprese a
Montebruno, splendido borgo situato nell'Alta Val Trebbia».
L'amore di Fabrizio per la letteratura e per la figura di Giorgio Caproni è nato molti anni fa: «trascorro in Val Trebbia le mie vacanze da molto tempo». In quei luoghi il poeta ha conosciuto sua moglie,
Rina Rettagliata, e lì è sepolto accanto a lei. Ha insegnato e combattuto con la Resistenza a Rovegno. A
Loco, infine, Caproni trascorreva le sue vacanze estive.
«Sono molto legato a quei luoghi», spiega ancora Fabrizio, «dalla chiesa di Garbarino, dove il poeta e Rina hanno cercato di baciarsi per la prima volta, fino al castagno secolare sotto i cui rami ho trascorso molti pomeriggi e dove, anni prima, Caproni scrisse
Ricordo, la poesia dedicata alla moglie».
Il film è stato girato nei luoghi più amati dal poeta: «ho messo a fuoco il periodo che va dal 1935 - anno in cui Caproni giunse in Val Trebbia - fino alla fine della Guerra: l'incontro con Rina, la lotta partigiana e il Premio Viareggio, conquistato con le
Stanze della funicolare».
Alla fiction si affianca anche
un lavoro documentaristico: «ho studiato la figura di Caproni per circa un anno, ed ho intervistato gli amici e i familiari del poeta. Ho voluto cogliere l'anima di Caproni,
un uomo malinconico ma vivo, dalla vita avventurosa».
Anche i mezzi utilizzati per il film sono quelli tipici dell'epoca: «una
Balilla, una corriera del '35, un sidecar». La scena che concluderà le riprese si svolge all'interno di un mercato: Giorgio Caproni (interpretato da Fabrizio stesso) e Rina Rettagliata (
Manuela Castagnola) devono raggiungere il paese di Fontanigorda per una serata di balli scatenati: «la scena è molto viva. Sul set ci saranno 30 comparse, che ho scelto tra gli abitanti del luogo». E Montebruno ha accolto con gioia l'arrivo delle cineprese: «tutti, e in particolare i membri della Comunità Montana, si sono dati da fare». Nel cast, anche
Mauro Pirovano nei panni di un capo partigiano.
Fabrizio, alla sua prima esperienza come regista cinematografico, ha abbandonato momentaneamente il teatro per dedicarsi anima e corpo al suo progetto: «da tempo sentivo
la necessità e l'urgenza di raccontare questa storia. Ma il teatro resta sempre il mio primo amore: prossimamente sarà coinvolto in uno spettacolo a cura del Teatro Stabile di Grosseto». In tv, invece, riprenderanno a settembre gli
sketch - targati
Marcello Cesena - di
Sensualità a corte, in onda su Italia Uno nel
Mai dire lunedì della Gialappa's Band. Ricordate le avventure del baronetto Jean Claude? Fabrizio interpreta
Batman, anche se con quei baffoni è davvero irriconoscibile. Continua anche il divertente
Don Babbeo.
L'estate di Fabrizio, però, sarà tutta dedicata al cinema: «a fine agosto inizierà il montaggio del film, che ad ottobre uscirà nelle sale». Intanto l'attore pensa al suo nuovo progetto poetico: «ho raccontato la vita di un poeta che, pur avendo vissuto per molti anni lontano da Genova, l'ha definita la sua vera città. Il mio prossimo film sarà incentrato sulla figura di
Eugenio Montale. D'altra parte io abito ad Oregina, a pochi passi da quelle che furono le abitazioni di Caproni e dello stesso Montale». Sarà solo un caso?