Tony Carnevale -
Piano
(Artonica - 2006)
Sito ufficiale:
www.tonycarnevale.it; contatti:
info@tonycarnevale.it oppure
artonica@libero.it
In questa Italia di musiche in libertà, ci sono artisti che meriterebbero maggiori spazi. Non è l'usuale rampogna lamentosa, di solito, proveniente da una "nicchia" di appassionati, per cui quello che loro (gli appassionati, appunto) ascoltano, è il massimo, mentre il resto è spazzatura. Per elidere (e non eludere) qualsiasi dubbio, buttiamoci sull'artista.
Il compositore in questione si chiama
Tony Carnevale, agisce nell'ambiente romano ormai da oltre 20 anni. E' un musicista che ha iniziato giovanissimo (una sua collaborazione con la
Biennale di Venezia risale al 1986) e che si è mosso a 360 gradi nel mondo dei suoni. Un curriculum strabiliante: diplomato in Musica Corale e Direzione di Coro, ha studiato pianoforte, composizione, musica elettronica e direzione di coro. La sua produzione spazia dalla colonna sonora (vanta collaborazioni con
Bellocchio, Emmer, Fagioli, Natoli, Pirani) ai jingle per trasmissioni (
Buona Domenica, Ciao Darwin, Parlamento In, Appuntamento al Cinema) e pubblicità. Partecipa più volte ai Concerti di Natale in Vaticano. Ha collaborato con
Patty Pravo e Ambrogio Sparagna (
La via dei Romei).
Il professionista lascia il posto all'artista con un palmares di album tutti da riscoprire per
entusiasmo compositivo e maestria tecnica: citiamo il primo
Risonanze del 1991 (sul rapporto tra musica e pittura),
III Movimento (lavoro coreografico rappresentato nel 1999 prima al Teatro dell'Opera del Cairo, poi, al Teatro Olimpico di Roma), il coinvolgente
LIVE - Rock Symphonic Concert (con Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese del Banco),
La vita che grida (tra musica contemporanea e progmetal: la title track finirà nel CD n. 6 de
L'Italia del Rock de "La Repubblica") e il soundtrack
Una bellezza che non lascia scampo per il film di Francesca Pirani.
Nel 2006 appena concluso, dagli studi dell'Artonica esce
Piano. Sì, certo, il
pianoforte ma anche un'intenzione "dinamica" (contraria al
forte) che sa di filosofia di vita, momento di raccolta: impressioni, pensieri, quotidianità privata da delegare, nel proprio racconto intimo, alla panacea criptata delle note. Un
diario che principia da quei sei
Preludi di Chopin incisi durante l'adolescenza (era il 1979) e arriva sino ad oggi, attraverso
un viaggio pianistico, reso ancora più piacevole e
itinerante da presenze timbriche di pregnante spessore emotivo (archi veri, un'arpa e la chitarra di Rodolfo Maltese).
Passi di
pura improvvisazione (l'opener
Forse non sapevo dire "ti amo" o a
Il viaggio) alla Keith Jarrett si fondono a trame minimaliste (tra Nyman ed Einaudi) ben impressionabili su pellicole in movimento (
Sentire, Incompiuta, Senza parole e
Oltre lo sguardo); echi di Novecento storico (ascoltate le mosse berghiane del quartetto in
Sogno o la cadenza di violino in
Lo zingaro o l'incipit di
Onde) si alternano a reminescenze acustiche risalenti al magistero dei
fratelli Nocenzi del Banco (
Separazione). Il percorso si snoda nella proposta
latina di
Un millimetro nel cuore (per arpa e percussioni) sino a deviare nei territori del
melodismo pacato di
Per un istante. Suggestivo il duo con Maltese nell'immagine acustica di
Quello che gli altri non sanno.
Un eclettismo che non lascia scampo...
Quello che gli altri non sanno è qui e andrebbe ascoltato.
Senza esitazione.