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Via San Bernardo, nel cuore dei vicoli genovesi. Siamo tornati a visitare l'Antica Caffetteria Cabona, che risale ai primi del Novecento e possiede la più vecchia licenza per alcolici e latticini della città. Il gestore è sempre Andrea Artioli, ragioniere pentito, ormai un veterano della movida.
È mattina. Mi guardo intorno. I soffitti - volte ricoperte con piastrelle bianche di ceramica - hanno l'aria di essere proprio antichi, e infatti sono vincolati dalle Belle Arti. C'è il flipper, il biliardo. Ma dai, pure il calcio balilla; non se ne vedono mica più tanti in giro. Giochi vecchi e nuovi: c'è anche la Play Station.
Mi sembra di essere nel bar-latteria dove andavo a comprare le mentine da piccola, quando passavo l'estate in campagna con mia nonna. E infatti scorgo un angolo in cui trovano spazio latte, burro, biscotti, proprio come nelle latterie di una volta.
Mi avvicino al bancone. Brioches del forno e cannoli alla crema, direttamente dalla pasticceria lì vicino, per la colazione.
Panini mignon come "tappabuchi", a qualsiasi ora della giornata.
C'è già chi arriva per il bianchino, i vini abbondano. Ma Cabona è specializzato soprattutto in rum, con una lista di oltre cinquanta etichette. «Ce n'è di tutti i tipi e qualità, anche rari. Chi lo compra sa quello che beve, e non bada agli 8 Eu a cicchetto», dice la mamma di Andrea, che ogni tanto lo aiuta dietro il banco.
E per pranzo? Tramezzini, panini imbottiti, anche con salsiccia e cotoletta. Per chi non rinuncia a un piatto caldo, la scelta cade su un vasto menù di cibi precotti a non più di 5 Eu.Alle mie spalle uno scaffale pieno di libri. Mi spiegano che è un servizio gratuito: chiunque può prendere e portare libri, sfogliarli. Come nei film americani, mancano solo i divani di pelle e il caffè di Starbox.
Cosa manca? Il calcio. Infatti c'è Sky per le partite, che si possono vedere senza la consumazione obbligatoria, come succede in molti altri posti.
Un locale poliedrico: di giorno caffetteria e latteria, di notte luogo d'incontro della movida.
Dopo l'assassinio di Luciana Biggi sono in molti a considerare pericolosa questa zona. Ma al Cabona si ribellano: «ormai se succede qualcosa in centro storico pensano subito a San Bernardo. Noi ci stiamo tutti i giorni tutto il giorno, non ci sembra giusto», dicono.
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