mentelocale Ultimo aggiornamento Venerd́ 10 febbraio - 03.17
mentelocale
mentelocale mentelocale SPETTACOLI mentelocale CULTURA mentelocale SOCIETA' & TENDENZE mentelocale TEMPO LIBERO mentelocale BERE E MANGIARE mentelocale BLOG mentelocale AREA UTENTI mentelocale
mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale
  Musica  |   Teatro  |   Cinema
mentelocale
 
         Savona
 La Spezia
 Imperia
      
 Milano      
Newsletter  | Agenda eventi | Oggi al cinema | Agenda teatrale | Multimedia  | Webcam
 
 
 
facebook rss
 
 
mentelocale  
mentelocale  
 
genova  >  spettacoli  >  C'era una volta il rock
Concerto grosso
La copertina di Concerto grosso
 

C'era una volta il rock

 
Che succede se un'orchestra suona musica pop? Iniziarono i Beatles nel 1967. Nel 2005 a Pordenone i 2 Concerti grossi dei New Trolls
 
eventi
Leggi gli altri articoli della rubrica C'era una volta il rock su mentelocale.it  
top 10

 
   

     
9 gennaio 2007
Stampa Invia amico
 
di Riccardo Storti
   
Ne è passato di tempo, da quando i Beatles, nel 1967, cominciarono ad incidere insieme all'orchestra. Una tripletta rivoluzionaria, nella storia del rock: due 45 giri epocali (Strawberry Fields Forever e Penny Lane) e un capolavoro assoluto su LP (Sergeant Pepper's Lonely Hearts Club Band). Fu l'inizio di un incontro fruttuoso, quello tra la musica popular e la classica. In una parola, fu l'inizio di una tendenza progressiva capace di sdoganare il repertorio leggero dalle semplificazioni canzonettistiche.
La strada fu seguita, con maggiore convinzione, dai Moody Blues (fondamentale Days of Future Passed sempre del '67), dai Nice di Keith Emerson e dai Procol Harum di A Salty Dog (per non parlare, più tardi, dei Pink Floyd di Atom Heart Mother). Ai Deep Purple, però, il merito di avere coniato un modello, immortalato in Concert for Group and Orchestra (1969).

L'Italia non sta a guardare: il prototipo dei Deep Purple (corroborato da addittivi anglosassoni a base di Jethro Tull e vapori hendrixiani) si fonde con la tradizione barocca per il Concerto Grosso n. 1 dei New Trolls (1971). Il musicista Luis Bacalov, demiurgo dell'iniziativa, replicherà con altri due gruppi storici del progressive italiano: gli Osanna (Preludio Tema Variazioni Canzona del 1972) e il Rovescio della Medaglia (Contaminazione del 1973). La stagione si chiuderà nel 1976 con il Concerto Grosso n. 2, sempre dei New Trolls (benché non sia da trascurare l'originalissima coda del Banco con l'album ...Di terra del 1978, vera e propria sintesi di rock e classica, con imprevisto squarci verso altri territori quali il jazz, l'etnica e la contemporanea).

A Pordenone vive un musicista, Valter Poles, che, negli anni Novanta, con i Barrock, è stato uno dei promotori della rinascita progressive nel nostro Paese. Nell'estate del 2005, a Poles venne un'idea: riproporre dal vivo i due concerti grossi dei New Trolls. Un pensiero folle, se pensiamo che è necessario impiegare un'orchestra e che non esistono partiture. Ma si sa, chi ha coraggio, prima o poi, viene ripagato. Così altri seguirono il nostro nell'impresa: il tastierista Rudy Fantin e il direttore d'orchestra Tiziano Forcolin.
Il trio non si ferma ai New Trolls, ma comincia a lavorare anche su evergreen del musical (Hair e Jesus Christ Superstar) e a scrivere medley dei Deep Purple e dei Pink Floyd. Rispolverano la celestiale Bohemian Rhapsody dei Queen e si cimentano in una The Final Countdown dalle coloriture cinematografiche (avete presente il soundtrack de I magnifici Sette?). E, come se non bastasse, Poles compone anche il suo Concerto Grosso, riepilogo citazionale ed omaggio ai New Trolls.
Tutto è pronto: orchestra sinfonica, coro e gruppo rock. Lo spettacolo va in scena a Pordenone in piazza Venti Settembre il 24 agosto 2005. A distanza di un anno, grazie all'interessamento di sponsor e istituzioni (che bell'esempio!), Poles e la sua banda riescono a coronare un altro sogno. Anzi, un doppio sogno: DVD e CD dell'evento.

Divertente vedere quanto si dilettino gli orchestrali a suonare Highway Star dei Deep Purple, mentre il clarinettista scopre in sé l'intimo jazzista e improvvisa al sax il solo che fu della chitarra di Blackmore. Intanto gli altri (dalla sezione archi agli ottoni, senza escludere il coro) non stanno più nella pelle e quasi ballano. Occasioni come queste insegnano che la musica è una e le etichette sono appianamenti di comodo.
Sicuramente lo impareremo anche la sera del 13 gennaio al Carlo Felice.

Per info

tiziano.forcolin@tin.it
 
 
 
 
 
 
Stampa Stampa
Invia amico Invia
mobile  Preferiti
   
 




 

Oggi in home page
  Da Marco Paolini a Lucio Caracciolo: il weekend  
  Primarie Pd, i seggi quartiere per quartiere  
  Marta Vincenzi chiude la campagna elettorale al Crazy Bull  
  Borgia: «Parlare d'amore funziona sempre»  
  Come ti racconto la bici: ecco il terzo classificato  
  Leggi l'homepage di oggi  
 
 
 
 
 
 
mentelocale

Fai di mentelocale.it la tua homepage
mentelocale
 
contatti

Redazione
Pubblicità
Amministrazione
Dove siamo
Lavora con noi
 
condizioni d'uso

Riproduzione contenuti
Contribuisci
Marchi registrati
Testata registrata
Credits
 
registrati

Iscrizione
Privacy
Condizioni generali
FAQ
 
newsletter

Eventi
Cinema
Food
Happyticket
 
segui mentelocale

RSS
Facebook
Youtube
Blip.tv
Twitter
 
network

m-cafe.it
happyticket.it
genovateatro.it
teatripermilano.it
 
  Direttore responsabile Laura Guglielmi - Testata giornalistica registrata, tribunale di Genova nr. 16/2005 del 16 07 2007.
Copyright © Mentelocale 2000-2012 P.IVA 03881480101
 
 
Creative Commons License