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Vittorio De Scalzi
Vittorio De Scalzi
 

New Trolls: partito il tour mondiale

 
Di Palo e De Scalzi tornano insieme tra evergreen e musica classica. Il Carlo Felice per una sera batte Marassi. Tantissimi i fan in delirio
 
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Genova, 15 gennaio 2007
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di Riccardo Storti
   
Emozioni istantanee, già dal tardo pomeriggio. Scendo dal bus in Piazza De Ferrari e mi arrivano le note di Astronomy Domine dei Pink Floyd. Non può essere: mi volto verso Palazzo Ducale e noto una piccola folla che assiste ad un estemporaneo concerto di due artisti di strada. Sono gli Andrea Floyd. Come in un flash, seduto a terra, scorgo un ragazzo che è il sosia di Syd Barrett. Sento che la serata sarà buona.

I New Trolls al Carlo Felice, la prima mondiale di un tour che toccherà l'Italia e il mondo: ricordi e novità, attese e conferme. La città, ma non solo, ha accolto il ritorno del gruppo alla sigla primigenia con entusiasmo. Un pubblico di aficionados (molti dei quali provenienti da Torino, dove si trova il ) ma anche di musicisti: nel foyer incontro Marco Zoccheddu (ex Nuova Idea), Aldo De Scalzi, m'imbatto nell'Immenso Campo di Fragole e negli Studio (storiche band genovesi degli anni Settanta), vedo sfrecciare con il suo passo veloce Gianni Martini (chitarrista di Gaber nonché patron di MusicLine) e potrei continuare.

Il Carlo Felice, per una sera, batte Marassi. Questioni di colpo d'occhio. Pelle d'oca anche per loro due, Nico Di Palo e Vittorio De Scalzi, appena calcate le assi del palco. Il "teatro dell'opera" gremito di folla da finale di Coppa del Mondo, festante ma composto, transgenerazionale perché - era nell'aria - quella musica ci parla ancora oggi e ha gesti inconfondibili.

L'intro è dei più tonanti: le improvvisazioni Nella sala vuota del 1971. Un muro di suoni elettrici coinvolgenti come un'onda anomala. Il gruppo è compatto, affiatato, naturale e si diverte. De Scalzi al flauto e alle tastiere e Nico Di Palo al fedele Yamaha KX5 (utilizzato per simulare i suoni di chitarra) si scambiano frasi solistiche, mentre il resto del complesso (Francesco Bellia al basso, Mauro Sposito e Andrea Maddalone alle chitarre e il Latte e Miele Alfio Vitanza alla batteria) è la migliore garanzia di complicità.

Il viaggio tocca tanto gli evergreen degli anni Sessanta rimaneggiati utilizzando l'"antica" chiave psichedelica (Miniera, Visioni, Davanti agli occhi miei, Corro da te), quanto quelli dei due decenni successivi (l'immancabile Carezza della sera, Che idea, una Faccia di cane alla Stones, Musica e Aldebaran) e le cover "a cappella" dell'hit baglioniano Poster e de Il cielo di Zero. Toccante il ricordo di Bindi con Letti.

L'incontro con la classica (pur senza orchestra) ha visto la riproposizione di Una notte sul Monte Calvo (da Musorgskij), il medley dei due primi movimenti dai concerti grossi, l'Adagio dal primo e un assaggio inedito del nuovo (il n. 3), ancora in cantiere (discografico), ma pronto al varo per la crociera in Estremo Oriente. Fuochi d'artificio con la pirotecnica Le Roi Soleil, annunciato da un chilometrico assolo di Maddalone.

Il "bis" un concerto nel concerto: La prima goccia bagna il viso (il primo brano progressive dei New Trolls 1971) è stata una lieta sorpresa, così come il ripasso di Senza orario senza bandiera con Ho veduto (in chiave Rhythm'n Blues) e Vorrei comprare una strada.

Applausi per tutti: De Scalzi dirige la banda e si mostra al pubblico con grande professionalità comunicativa; il falsetto di Nico Di Palo non ha perso smalto ma è ancora capace di regalare quella nuance vocale che ha reso famosi i New Trolls nel mondo.
E questo è solo l'inizio...
 
 
 
 
 
 
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