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Tutto è stato inventato... ma forse c'è ancora bisogno di semplicità e di un ambiente familiare per le tue feste. Questo è il motto di Ugo, che insieme alla moglie gestisce la storica trattoria di via Bernardo Castello Ugo e Uga.
L'antica osteria, che sfama i genovesi dal 1930, un tempo si chiamava La Rosa. Il destino di questo locale accogliente è insomma legato ai nomi, soprattutto quelli di donna: la signora Uga, infatti, è l'anima del ristorante. Mentre io chiacchiero con Ugo lei sta impastando: «stasera pasta fatta in casa!», conferma.
Ugo e Uga erano agenti di commercio, «poi, stufi di viaggiare, abbiamo sentito il bisogno di stimoli nuovi. Era il 1999», mi spiega lui. Dopo aver aperto un ristorante a Sestri Ponente, e grazie al successo ottenuto, i due hanno pensato di inaugurarne uno all'estero: «ma per noi l'America è in Italia», così hanno scelto di restare a Genova.
E il centro cittadino sembrava proprio il posto ideale per la loro nuova avventura. Nell'osteria di via Castello 2 si riconosce la Genova più tradizionale: il pavimento antico, i tavoli in legno. La porta della cucina è aperta: non ci sono segreti per la signora Uga, anche se le sue ricette contengono spesso ingredienti "segreti": «il mio strudel di mele, ad esempio, è fatto con una marmellata speciale, che faccio io...», aggiunge la cuoca.
I piatti proposti sono quelli tipici genovesi: torte salate, polpettone, ravioli, pansotti. E ancora stoccafisso, carciofi ripieni, frittelle di baccalà.
Ma Uga ama anche sperimentare con ricette provenienti da tutta l'Italia, che variano nel menù a seconda delle stagioni. Ci sono gli strangola preti - una specialità veneta - le orecchiette alla pugliese e le acciughe beccafico, tipiche della Sicilia. E poi una chicca: il bollito misto alla piemontese: «vado personalmente in Piemonte per scegliere la carne», dice Ugo, «tra i secondi più originali cucinati da Uga c'è l'asino in umido».
Anche i dolci sono fatti in casa grazie anche all'aiuto di Isabella, la figlia di Ugo e Uga, «che ormai si è specializzata in dessert», aggiunge Ugo con fierezza. Strudel di pere, noci e cioccolato, panna cotta alla Nutella, crema catalana e il Bunet, un budino piemontese a base di amaretti.
«Presto aggiungeremo al menù anche farinate e focacce fatte in casa», mi anticipa Ugo. I vini sono per lo più italiani: la scelta è tra 20 etichette. Un pranzo o una cena da Ugo e Uga vi costerà circa 25 Euro, vino incluso.
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