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Il Sound Village ha aperto solo da un anno ma Stefano, che lo gestisce, ha le idee chiare: «non amo la movida del centro storico genovese», spiega, «ho voluto staccarmene per creare in via xx Settembre un nuovo punto di ritrovo per i giovani. La cosa funziona piuttosto bene e molti universitari scelgono il Sound Village per le loro serate». E pensare che Stefano ha solo ventitre anni. Il locale che si trova al primo piano di via xx Settembre 26, invece, di anni ne ha molti di più: a partire dalla fine degli anni '50 ha cambiato numerose gestioni, tutte piuttosto fortunate: nato come 20/26, è poi diventato il Primo piano. Negli ultimi anni era conosciuto come Triccheballacche e infine come Re Scorpione».
Oggi l'attenzione è concentrata sulla musica dal vivo: un piccolo palcoscenico si affaccia su una pista da ballo particolare: «abbiamo voluto ricreare un ambiente che ricordasse la piazzetta di un paese della riviera ligure». Infatti ad arredare la sala ci sono muretti, persiane verdi e una grande foto della chiesa di Camogli a ricoprire un'intera parete.
«I gruppi che passano di qui suonano cover '70 e '80, ma anche heavy metal». Ci sono cover band piuttosto note, come i Radio Gaga e gli Aelian, e poi gruppi che propongono i successi di Vasco o dei Guns'n'Roses. Il mercoledì e la domenica sono riservate agli emergenti. Il venerdì e il sabato i concerti iniziano alle 23 e terminano all'una, poi subentra un dj che mette musica anni '70 e '80.
Il giovedì sera è targato latino americano: dalle 21 alle 22 si può partecipare ad un corso di bachata, per poi scatenarsi con l'animazione. La serata costa 7 Eu + 1 consumazione + 1 ora di corso.
Nel weekend la prima consumazione costa 8 Euro, la seconda 5 Euro e la terza 2 Euro.
Il Sound Village è anche un cocktail bar: la scelta è ampia, dai Frozen agli American drink. Ma ci sono anche i vini - dal Chianti al Rosso di Montalcino, fino al Nero D'Avola - accompagnati da stuzzichini e taglieri.
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