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Si chiama Ombre Rosse come il film di John Ford, ma dell'atmosfera western non ha nulla, anzi: «abbiamo voluto ricreare un ambiente familiare, come quello di una casa». Sono parole di Isabella Ravazzi, che ha curato personalmente l'allestimento dell'ultimo locale nato nel centro storico genovese. Si tratta di un ristorante aperto a pranzo e cena in vico Indoratori. Le specialità? Zuppe e creme con verdure di stagione, anche selvatiche, e i dolci fatti in casa. Tutto secondo la filosofia Slow Food.
In sala si danno da fare le figlie Marianna e Giulia.
L'idea di aprire un ristorante è di Isabella: «per vent'anni ho fatto l'antiquaria, un ambiente che negli ultimi anni si è un po' sterilizzato. Allo stesso tempo mi è sempre piaciuto mangiare, bere, godermi piccoli piaceri. Alla fine ho deciso di trasformare un'altra passione - come già quella per l'antiquariato - in mestiere».
L'attenzione alle materie prime («le verdure sono sempre fresche, vengono da un nostro amico coltivatore della riviera», continua la Ravazzi) e l'aver aperto un luogo che assomiglia poco a un locale e più a un salotto - con quadri, libri e musica - è il nuovo modo per impegnarsi. Ancor più nell'epoca della grande distribuzione: «che produce nuove forme di alienazione», dice.
A Ombre Rosse si può mangiare o anche solo bere un bicchiere di vino. Il menu inizia con taglieri misti (10 Eu) e prosegue con zuppe e creme di zemino, bietole e ceci (8 Eu), tortino alle erbe serlvatiche, zuppa di robiola, ortiche e patate. Per i carnivori c'è anche l'arrosto, con salsa di miele (13 Eu).
D'estate l'offerta cambia, proponendo gazpacho, tabulè, piatti provenienti dalla cucina greca e turca in una piccola piazzetta medioevale all'aperto.
Tra le altre etichette, oltre al Barbera, si trovano dolcetti, valpolicella, vini altoatesini. Per finire i dolci, anche quelli fatti in casa, tra cui spicca una mattonella di cioccolato (4 Eu) che solo il nome è un programma.
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