Arrivo in piazza della Vittoria alle ore 21.00. Davanti al palco numerose file di sedie, ma la maggior parte del pubblico riempie il resto della piazza. Ce n'è per tutti i gusti e tutte le età, ma alla fine spadroneggiano (in piedi, ammassati dietro le transenne) i gruppi di giovani.
Non è un pubblico di belve come quello di Vasco che c'era a San Siro la scorsa settimana, ma alla fine ci sono diverse centinaia di persone che vanno e vengono nel corso della serata. Guadagno un posto dietro a un'aiuola rialzata e dopo pochi minuti sale sul palco
Eleonora D'Urso che introduce in breve i tre artisti della serata.
Stefano Bollani apre lo spettacolo: è la prima volta che ascolto il giovane jazzista,
geniaccio e funambolico, che ormai è famoso in tutto il mondo. Parte con un pezzo frizzante per poi continuare con melodie più tranquille, ma che al tempo stesso riescono a mantenere ben salda l'attenzione degli spettatori:
il pubblico è praticamente rapito dalle sue mani che scorrono veloci sul pianoforte. Suona, improvvisa, e a tratti canta anche, rivisita
Mozart, e conclude con la musica di
Gershwin e
The man I love. Gli spettatori sembrano gradire.
Poi, quatto quatto, sale sul palco
Samuele Bersani che duetta con il pianista sulle note della sua
Replay; Bollani saluta e scompare dietro il palco e il cantautore romagnolo parte con
Lo scrutatore non votante seguito da
Il pescatore di asterischi e
Che vita!, offrendo quindi alcune della canzoni più lente del suo repertorio, probabilmente per allinearsi con il resto della serata: canta da seduto, a volte con lo spartito davanti, mantenendo l'
atmosfera tranquilla e pacata che si era venuta a creare. Poi presenta al pubblico i suoi musicisti e accenna scherzosamente al fatto che
nessuna orda di fan l'aveva riconosciuto e "assalito" durante il suo pomeriggio a Genova. Continua con
Spaccacuore e molti cori si alzano durante il ritornello. Infine annuncia una canzone vecchia di 12 anni e qualche sorriso spunta sulle labbra dei suoi seguaci più affezionati: canta
Chicco e Spillo, pezzo che l'ha reso famoso; qualcuno prova anche a ballare, molti cantano, tutti sembrano divertirsi. La canzone termina con un
Ciao, col quale approfitta per salutare il pubblico: un lungo applauso ricambia il bellissimo spettacolo offerto.
Infine è la volta degli
Avion Travel, da poco lanciatisi in un nuovo stimolante progetto, che li vede impegnati al fianco di
Paolo Conte. Il nuovo disco
Danson Metropoli - Canzoni di Paolo Conte raccoglie una selezione di brani del cantautore astigiano, riarrangiati e re-interpretati sotto la direzione artistica dello stesso Conte.
Le versioni dei brani dal vivo sono rese ancor più suggestive dalla presenza di archi, tastiere e percussioni.
Insomma, una buona serata di musica, eclettica quanto basta, per di più al fresco e al vento di piazza della Vittoria, e, dettaglio non insignificante soprattutto per noi buoni genovesi, gratis.