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Dopo mesi di intenso lavoro milanese ho recuperato qualche giorno di vacanza, e così ho avuto la possibilità di leggere finalmente il romanzo Congresso medico con delitto di Antonio Caron pubblicato qualche mese fa dalla Fratelli Frilli Editori.
Confesso che Antonio mi aveva chiesto di dare un'occhiata al manoscritto per vedere se la narrazione era abbastanza realistica dal punto di vista scientifico nonché sanitario. In mezzo agli scatoloni del trasloco non ho potuto assolvere al piacevole compito e ne sono... tutto sommato lieta.
Così infatti mi sono divertita molto a vedere il mondo della ricerca con gli occhi di uno scrittore ormai affermato che vede il "mio" mondo da osservatore esterno.
Così ci presenta il libro l'autore stesso:
«Congresso medico: vengono subito in mente luminari che arrivano da tutto il mondo per annunciare scoperte e progressi scientifici. L'occasione è motivo per conoscenze personali che si fanno nelle sale congressuali, ma anche in ambiti privati. Niente di nuovo sotto il sole. Può tuttavia capitare - ma il tutto è riconducibile alla fantasia narrativa - che nelle camere degli alberghi dove alloggiano i congressisti possano succedere avvenimenti insoliti. Nel caso specifico, nientemeno che un delitto».
Intorno al delitto suddetto, l'omicidio truculento di una dottoressa di un ospedale milanese, esperta di nefrologia e di certificazioni di Qualità, gira una serie di personaggi ed episodi che creano un intreccio straordinario.
La letteratura gialla o comunque d'avventura, in ambiente medico è molto popolare negli USA e io ne sono una consumatrice appassionata. Penso, oltre a Crichton, soprattutto a Robin Cook, con decine di titoli che spaziano dai virus ai complotti di ogni tipo, sempre in mezzo a ospedali o laboratori. Da noi però è meno frequente realizzare gialli "scientifici" ed è un peccato. Molti serial televisivi vengono proposti sull'ambiente medico, ma poca giallistica e sono contenta che ci abbia pensato Caron. Nel suo romanzo c'è davvero di tutto: la speculazione su possibili innovazioni tecnologiche, la creazione di ospedali a 5 stelle, la corruzione vera o presunta tale, scoperte (anche queste vere o presunte) fantasmagoriche, tanto da far pensare a un possibile Nobel.
Ma non solo: avventure galanti, tradimenti, amore in corsia e, ovviamente, ai congressi. Sono quasi un po' invidiosa di quanto si divertano i miei colleghi medici, almeno nella fantasia dell'autore: noi poveri ricercatori che non ci perdiamo una presentazione e prendiamo appunti, troviamo molto meno glamorous il tutto.
L'autore dichiara all'inizio: «Gli accenni riguardanti la biologia molecolare non hanno alcuna pretesa di rivelazione scientifica». Meno male... Però anche qui l'inventiva non manca, e le staminali, regine della ricerca, non potevano mancare.
«La narrazione si sposta fra Genova, Milano, Ginevra e Cleveland; tocca ambienti ospedalieri e laboratori di ricerca. L'enigmatica figura della vittima si scontra con progetti rivoluzionari finalizzati alla produzione di organi umani generati da cellule staminali».
A rivelare l'arcano è Sebastiano Vitale il maresciallo dell'Arma, personaggio di Caron, che qui si improvvisa malato immaginario e rischia pure di essere uno dei sospettati, come paziente della dottoressa uccisa.
Nonostante il fascino irresistibile dei chirurghi, naturalmente il vero latin lover è uno scrittore, un poeta coinvolto in attività politiche. Che dire, uno scrittore non poteva che pensarla così!
L'occasione per gettare qualche ombra sulla Sanità italiana non viene tralasciata. Qui però una piccola nota la faccio: tanto negativo, si stenta a crederlo, il nostro sistema non è. E si fanno molti controlli. Le consulenze da favola che vengono prospettate possano venir offerte ai comuni mortali sono la cosa più fantascientifica del romanzo. E poi il fisco vigila.
Comunque, consiglio vivamente il libro, adatto a queste belle giornate estive: si legge con piacere in poche ore e la trama tiene, nonostante sia popolarissima di personaggi di ogni forma e dimensione.
La nota consolante per la cronista: la donna più affascinante è una persona qualsiasi, anche se molto competente, una dottoressa, ricercatrice, acqua e sapone, che non si trucca, non dà confidenza, ama il suo lavoro ed è infaticabile. Peccato solo... che la si trovi morta già dalle prime pagine: Mariangela Dossi, a lei va la mia simpatia.
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