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Basilico e sangue (Frilli): atto quarto della premiata ditta Casazza-Mauceri. Dopo Omicidio agli Erzelli (2005), Liguria criminale (2005) e Ego te absolvo (2006) i due giornalisti del Secolo XIX sfornano un altro noir in salsa genovese. Il filone giallistico, nonostante una certa inflazione, tira da matti. È lo stesso Casazza a dirlo, alla presentazione del libro presso la Portoanticolibri, un incontro moderato da Gianfranco Sansalone: «se ne scrivono tanti, forse troppi, ma io credo che questo genere abbia ancora un senso, ed è quello di descrivere una realtà». Cosa che i reporter sanno fare come si deve, visto che è il loro mestiere. Nella fiction di cui è protagonista il capo della sezione omicidi della questura di Genova, Simona Ottonello, sono tanti i riferimenti a paesaggi da urlo, in questo caso della Camargue, dove si svolge parte della vicenda.
La trama prende forma quando Ottonello, in vacanza proprio in Camargue, è testimone di un delitto. Nonostante sia fuori giurisdizione e senza l'aiuto della sua squadra, l'indagine scatta automaticamente. L'intreccio porterà poi la nostra sotto la Lanterna. Qui scatta un altro tipo di descrizione, più rivolta agli aspetti sociali: «per esempio, quando parliamo di una banda di giovani delinquenti di Cornigliano - proseguono - parliamo di una gang realmente esistita con il nome di 'Puffi'». E come quando viene descritta la storia di uno spacciatore che vede morire intorno a sé anche gli amici i fratelli, vittime della droga che lui stesso vende: «è successo varie volte in passato. Molti spacciatori sapevano benissimo che vendevano morte, e pensavano di poter salvare i propri cari. Ma spesso non ci riuscivano».
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