A Genova i punti di riferimento saranno in corso Italia (c/o Sporting Club, ore 10.00-18.00), piazzale Kennedy (nei pressi del Libraccio, ore 14.00-20.00), piazza Nattino (da via Sestri, ore 10.00-18.00) e via San Lorenzo (ore 10.00-18.00). A partire dalle 19.00, inoltre, Susanna Gozzetti presenterà una festa gratuita a Villa Croce a cui parteciperanno, tra gli altri, Enrique Balbontin, Andrea Ceccon, Roberto Marzano, Chicco Sirianni, gli Ugolotti e alcuni gruppi musicali emergenti; ma soprattutto, un maxischermo proietterà la video conferenza di Beppe Grillo in diretta dal v-point di Bologna (visibile in streaming anche su www.ecotv.it).
Non solo Genova: infatti, sparsi in tutta la regione, ci saranno tanti altri luoghi da cui aderire al V-Day: a Rapallo (piazza della Chiappa), Chiavari (piazza Mazzini), Imperia (via San Giovanni e via XX Settembre), Sanremo (piazza Colombo), Diano Marina (via Nizza), Arma di Taggia (via Queriolo), Savona (piazza del Comune e piazza Pio VI), La Spezia (piazza Ginocchio) e Levanto (piazza Staglieno).
Beppe Grillo ce lo aveva preannunciato quasi tre mesi fa: oggi mancano solo un paio di giorni all'appuntamento con il Vaffanculo Day (o V-Day, o V-8, che dir si voglia) e più di 180 città italiane, da Bolzano a Barletta, da Nuoro a Venezia, hanno aderito alla manifestazione che, sabato 8 settembre 2007, sarà finalizzata alla raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare volta a "pulire" il Parlamento italiano.
La proposta, partita da Grillo, prevede sostanzialmente tre punti: nessun cittadino può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale; nessun cittadino può candidarsi in Parlamento per più di due legislature (regola valida anche retroattivamente); i candidati al Parlamento devono essere eletti dai cittadini con la preferenza diretta, e non con il voto a un partito ().
Sono necessarie 50.000 firme perché una legge popolare possa essere discussa in Parlamento: per questo più di 40.000 ragazzi di Meet Up saranno nelle piazze italiane con feste, spettacoli e banchetti di raccolta firme.
Beppe Grillo, insomma, nonostante decenni di oscuramento televisivo, continua a fare sentire la sua voce. Questo vaffanculo sarà pieno di rabbia, di speranza, oppure è un gesto liberatorio?
«Liberatorio, direi: non c'è nessuna rabbia. L'8 settembre sarà un giorno di festa, di informazione e ottimismo nel futuro. Celebreremo i primi grandi successi della rete, che ha saputo smuovere così tanta gente».
8 settembre: qual è la linea di continuità tra l'armistizio e il vaffanculo?
«C'è chi lo chiama "armistizio": per me, l'8 settembre 1943 è stato il giorno della disfatta, della fuga della famiglia reale verso Pescara. E da allora la disfatta è andata avanti per tutto il popolo italiano. Da oggi dovrà diventare il giorno della disfatta dei politici».
Dopo il V-Day, da dove si riparte?
«Il V-Day non è la fine della battaglia, ma solo l'inizio. Sappiamo bene che questa legge non sarà approvata - le leggi popolari non vengono mai approvate - visto che sarà lo stesso Parlamento a decidere. Ma vogliamo far capire che c'è bisogno di un cambiamento della cultura della politica. E i politici devono iniziare a temere: il loro non è un lavoro, ma un'attitudine. Un lavoro è, per esempio, quello del comico. È giusto che un uomo faccia il politico per decenni e si arricchisca alle spalle dei poveri lavoratori?»
Quindi ci saranno altri V-Day?
«I V-Day saranno molti, da oggi in poi. Inizieremo a farci sentire sul serio. Le prossime saranno principalmente battaglie per l'informazione: contro i finanziamenti dello stato ai giornali e contro il conflitto di interessi, per esempio»
Un'ultima domanda. Nonostante il suo impegno, probabilmente l'inceneritore a Genova si farà...
«Io non ne sarei tanto sicuro: la gente adesso sa, e non credo desideri qualcosa contro la propria salute. Quello che bisognerebbe davvero fare è seguire l'esempio del sindaco di San Francisco, che ha risolto il problema alla base, decretando il divieto delle bottigliette di plastica; oppure vendere le bevande "alla spina", usando un solo contenitore, un po' come si faceva qualche decennio fa con le bottiglie del latte. Paradossalmente, questa sì che sarebbe un'idea moderna».