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Gevona - copertina
La copertina del volume
 

'Gevona': l'agenda per mamma e papā

 
Non č un errore di stampa. 1901 indirizzi utili per vivere la cittā con i propri bimbi. Il periodo premaman, la prima infanzia, lo shopping
 
   

     
Genova, 07 settembre 2007
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mentelocale di
Laura
Santini
   
 
Progetti e eventi
Tra un mese il debutto ufficiale del volume, nel frattempo il 28 settembre 2007 la guida verrà presentata a Mignanego in uno spazio polifunzionale. Sono in cantiere laboratori in collaborazione con Palazzo Ducale e l'Istituto Culturale Francese e attività create con il coinvolgimento dei soggetti presenti nella guida.
Ufficialmente non è stata ancora presentata, eppure Gevona (edizioni La Lontra) - sì scritto proprio come lo pronunciano i bambini - se sei mamma, papà, ma anche nonno/a o zio/zia è una guida irrinunciabile in libreria - ahimé persa tra gli scaffali - già da qualche mese. Come si legge nel sottotitolo il volumotto (non proprio tascabile) racchiude come in uno scrigno da favola quei 1901 indirizzi e consigli per vivere a Genova con i bambini, non sempre tutti a portata di mano.
Da foresta (leggi non-genovese), quando sono arrivata a Genova - da neomamma lavoratrice - sognavo uno strumento simile. Oggi, dopo un po' di anni, mi pare ancora quella bellissima cosa a cui ho aspirato tanto, perché Alessandra Gozzi, Marcella Marraro e Carla Scarsi, che sono le autrici (rigorosamente in ordine alfabetico), per preparare questo lavoro - una ricerca durata un anno e mezzo - non hanno pensato solo alle neomamme, ma anche a chi i bimbi li porta o li lascia andare a scuola.
Ci troverete quindi tutte le dritte per il periodo premamam, ma anche quelle per partorire tra ospedali e gruppi di ostetriche; troverete indirizzi per fare yoga o massaggio infantile, ma anche tutti i centri dove fare i vari sport - non solo il calcio: dall'arrampicata alle attività subacquee, dal nuoto al karting - e poi ancora: baby sitter, attività pomeridiane di lettura, teatro e altre idee creative, fino agli indirizzi dei circuiti internazionali per rintracciare ragazzi/e au-pair.

«Avevamo in mente una guida molto bella vista in Francia - spiega Marcella raccontando com'è nata l'impresa - ma ce ne sono di simili anche in America, anche se per lo più rivolte alle neomamme. Nel Principato di Monaco c'è invece una pubblicazione periodica distribuita anche a Nizza direttamente alle famiglie. Noi però puntavamo a realizzare una cosa più ampia, e girando per vari siti ci siamo accorte che ce n'era proprio bisogno perché non si trovava niente di completo». Per la parte grafica, fotografica e di comunicazione se non era per Mattia Morgavi... «In realtà un anno fa - e qui Marcella entra nel dettaglio - per sostenere il progetto editoriale (guida + sito web), abbiamo dato vita all'associazione IDEO, creata anche per promuovere iniziative rivolte alla famiglia e all'infanzia sulla vivibilità degli spazi urbani. In effetti, la guida cresceva bene ma non bastava: rischiava di rimanere chiusa in un cassetto. Mattia, componente dell'associazione, ha permesso che il libro nascesse trovando i contatti con l'agenzia pubblicitaria per gli sponsor, quelli con l'editore (Fabrizio Fazzari) e dato un taglio più deciso alla comunicazione».

Le autrici a noi di mentelocale.it erano già note per via dell'utile e piacevole (graficamente ma anche per navigabilità) sito , che Marcella aggiorna continuamente, in particolare nella sezione eventi.
A proposito del sito, Marcella svela che ha nel cassetto c'è il progetto di aprire un forum, così da sfruttare quel gioco da grandi del passaparola che specie tra le mamme gevonesi più che una moda è una tradizione incrollabile. Attenzione però, perché i passaparola rispettano precisi circuiti, precedenze e organigrammi non sempre trasparentissimi.

Ma torniamo alla guida. «Abbiamo cercato di non parlare al femminile - continua Marcella - perché i figli sono dei papà come delle mamme e questa abitudine di parlare sempre delle donne come fulcro della famiglia e dei figli abbiamo volutamente cercato di evitarla».
Da dove sono partite le nostre eroine e come si sono smazzate l'oneroso censimento di associazioni, enti, scuole, centri sportivi ecc.? «Abbiamo lavorato insieme su tutto. Il primo passo è stato mandare delle schede da compilare a tutti gli interessati e già qui abbiamo trovato non poche difficoltà. All'inizio c'è stata molta diffidenza, a prodotto completato però sono fiondati anche i complimenti. Gli ospedali ci hanno aiutato molto. Con le Asl e gli assessorati è stato per lo più uno scambio rapido tra materiali preparati da noi e loro correzioni».
Il progetto futuro prevede che la guida venga aggiornata ogni due anni, per la prima edizione le autrici si sono autofinanziate attraverso la ricerca di sponsor, ora sarebbe interessante che alcune istituzioni mostrassero il dovuto interesse così da trovare vie distributive più mirate.

Marcella ha messo in gioco anche il suo lato di mamma sperimentando iniziative e scoprendo luoghi con i suoi figli. «Siamo andati in giro per la città tutto l'inverno per sfatare il mito che non ci sia niente da fare e abbiamo scoperto mille cose tra cui una compagnia di burattini la Balena zoppa che propone spettacoli anche a domicilio: noi li abbiamo chiamati per il compleanno, per esempio.
È stata - nell'insieme - un'esperienza molto divertente: ho visto gente felice di lavorare con i bambini, che è poi quello che conta».

Dopo un tale tour de force alla scoperta di tutto quello che c'è, cos'è che manca a Gevona?
«Manca la comunicazione. Di realtà e attività ce ne sono tante, ma c'è molta diffidenza e si apprezza poco quello che c'è.
Direi che è un po' timida Genova, ma è una città assolutamente viva. Forse quello che ho notato maggiormente è la mancanza di attenzione e tolleranza verso i bambini nei ristoranti. Così come mi piacerebbe vedere nei negozi qualche spazio in più dedicato ai bimbi (per giocare o cambiarli) o alle mamme che allattano, mentre i grandi acquistano.
Nei musei è stato fatto molto, anche se mancano ancora i touch museum, dove finalmente viene abolito il fastidioso cartello "non toccare"».
 
 
 
 
 
 
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