Genova si fa bella. Rinnova la sua immagine in attesa del G8 per vincere una scommessa che parte da lontano e vuole arrivare al
2004, quando la città sarà Capitale Europea della Cultura.
Ne parliamo con
Anna Castellano, assessore alla comunicazione, promozione della città e coordinamento per il G8 del comune di Genova.
"La nostra scommessa è quella di rendere visibile una città molto bella e poco conosciuta, o meglio, conosciuta in modo sbagliato. Si parla di Genova e si pensa subito al porto o all'industria pesante, quando invece l'industria pesante sta lentamente scomparendo. Il nostro compito sarà quindi quello di far percepire Genova come città turistica.
Il G8 è, in questo senso, una vetrina straordinaria: l'attenzione di tutto il mondo sarà focalizzata sulla città".
Negli ultimi tempi la situazione è leggermente migliorata...
"Sì, a partire dalle Colombiadi e, soprattutto, dall'apertura dell'Acquario, il flusso turistico è aumentato. Ora si tratta di proseguire su questa linea, in un percorso di crescita e implementazione continua. L'obiettivo è di arrivare al 2004 nel modo migliore: sembra una data lontana, ma bisogna cominciare a lavorare subito. Il 2 aprile si costituirà il Comitato Ufficiale e si comincerà a pianificare l'insieme di interventi e di convenzioni col ministero".
Qual è la strategia di promozione che state seguendo?
"Al momento siamo concentrati sulla comunicazione con la stampa straniera. A febbraio abbiamo tenuto una conferenza a Roma, alla quale hanno partecipato più di cinquanta testate internazionali. La ricaduta è stata notevole".
E a livello di servizi, quali iniziative avete in programma?
"La settimana prossima presenteremo, sempre a Roma, alla presenza del ministro
Giovanna Melandri, una
card che consentirà l'ingresso in
tutti i musei della città. Si tratta di un'iniziativa molto importante, perché coinvolge enti statali, comunali e privati, in un'ottica di promozione globale. Del resto è questa la nostra politica: far confluire allo stesso tavolo il maggior numero di soggetti possibile. Abbiamo poi in programma l'allestimento di uno
showroom, forse in piazza Banchi, che faccia conoscere la città e il territorio, evidenziando i punti d'eccellenza".
Insomma, il G8 diventerà un'occasione di crescita. Non ha paura che la contestazione del popolo di Seattle possa rovinare il vostro lavoro di promozione dell'immagine della città?
"Non credo. Ritengo che l'importante sia non creare tensioni preventive. È giusto che vengano espresse opinioni divergenti, purché si rimanga in un ambito di contestazione civile. Bisogna fare appello alle varie organizzazioni perché arginino le piccole fazioni di violenti.
A Okinawa, in occasione del vertice, gli anti-G8 hanno avuto a disposizione una struttura completa di fax, computer e internet. Hanno così potuto diramare i loro comunicati stampa, e non si sono verificati incidenti. Ritengo che, agendo in questo modo, il G8 possa diventare un'occasione di confronto importante per tutti".