I pescatori domenica non vanno in mare.
Il giorno dopo, niente pesce. Quello del sabato non regge così tanto, finisce per puzzare.
Lunedì
A Lanterna è chiusa. Tutti a casa, ad aspettare il frutto di notti passate in alto mare.
Ed è in quel giorno di chiusura che si condensa la filosofia del locale, nato dalla Comunità di Don Gallo: ingredienti genuini, freschi, e massima cura nella preparazione delle portate.
A guidarmi nella storia di questo posto è Marco, cameriere e membro della Comunità. Lui è qui da due anni, e ormai si sente a casa, anche se un giorno lascerà questo luogo, questo mestiere, per raggiungere una nuova autonomia.
Mi racconta che
A Lanterna esiste da vent'anni. Ciò che ha fatto nascere questo posto è stata l'esigenza di essere presenti in città con attività ben radicate nel territorio. Ora la comunità è conosciuta ed è parte integrante della società genovese. Il ristorante è diventato, semplicemente, un punto di riferimento per chi vuol mangiare del buon pesce. E per noi è una fonte di utile da reinvestire in altre iniziative rivolte al sociale. '
Marco non è pagato per quello che fa, per lui e per gli altri ragazzi che lavorano qui, c'è la cassa comune della Comunità. Come in una famiglia, i soldi si spartiscono a seconda dei bisogni di ognuno. Lui è contento: il lavoro - anche se non lascia molto tempo libero - è spesso anche divertente. La sera soprattutto c'è un bel clima, anche grazie alla chitarra di Antonello, ospite fisso del locale e instancabile 'animatore'.
Ma passiamo alla sostanza. Prima di tutto è utile fare una netta distinzione fra pranzo e cena. Le cuoche cambiano e così il menù, nonché i prezzi.
A mezzogiorno non serve prenotare, si può scegliere tra quattro antipasti diversi tra cui salmone e acciughe marinate (fatte in casa), frittata di rossetti, frittelle di bianchetti e molto altro. Due primi, tra cui uno a base di pesce, e quattro secondi, tra cui: fritto misto, sogliole e cernie alla ligure, totani alla piastra' Quando si passa dalla cassa si parte dalle 35mila.
Alla sera, la prenotazione è supergradita e il menù è fisso. Vengono serviti antipasti sia caldi che freddi, tipo: moscardini affogati, cannolicchi fritti e alla piastra. Due primi e tre secondi di pesce, tra cui il "classico" branzino al forno con verdure, astice bollito o ripieno, e fritto misto, irrinunciabile.
Per quanto riguarda il dolce, poi, sempre a disposizione due assaggi: panna cotta con salsine varie e torta.
Il vino è il barbera, prodotto dalla Comunità di San Nicolao, in provincia di Alessandria, e la sbronza è compresa nel prezzo. Certo, alla cassa questa volta ci si passerà un po' più di tempo, tanto quanto basta per tirare fuori 75mila lire.
Il locale è bello, specialmente la saletta marinara, ambita dalla maggioranza dei clienti. L'accoglienza è calorosa e simpatica. Un consiglio? Provatelo.
Chiuso tutte le domeniche, le sere del lunedì, Natale, Pasqua e tutto il mese di agosto.
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La Comunità di San Benedetto