Sanremo dagliocchi a mandorla
L'interesse per la Cina è ormai totale. Ed è un business di proporzioni immani. Ne sa qualcosa Paolo Odone, presidente della Camera di Commercio di Genova - che insieme a Regione Liguria, Provincia e Comune di Genova, si è impegnata nell'organizzazione del programma di eventi Cina-Genova - il quale annuncia una novità dell'ultim'ora. «Da tempo cerchiamo di sponsorizzare a Pechino la nostra Regione, abbiamo avuto vari contatti con BTG (Beijing Tourism Group) per far entrare Genova nelle tappe turistiche dei cinesi. Si tratta di un grande bacino, ma i costi delle campagne pubblicitarie in un paese così grande sono spesso eccessivi. Così ci è venuta un'idea. Noi abbiamo una manifestazione di richiamo mondiale: il Festival di Sanremo. Siamo riusciti a convincere l'organizzazione e Pippo Baudo ad ospitare nella prossima edizione un cantante cinese. Ci saranno le TV a dare risonanza, in questo modo arriveremo a casa loro». Se Maometto non va alla montagna...
Occhi a mandorla all'Ariston, dunque, altro che il classico big americano.
Il mastodontico ciclo Cina. Volti della tradizione - prospettive del futuro, iniziato nel settembre 2006 e che si concluderà nel 2008, giunge alla sesta tappa. Inaugura venerdì 28 settembre alle 18.00 presso il Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce, China Contemporary Art. La lunga marcia dell'Avanguardia, mostra che ripercorre le tappe fondamentali dell'arte contemporanea cinese, con le opere dei maggiori artisti. Molti di questi, dopo aver lottato contro il regime socialista, sono diventati veri e propri big nel mercato internazionale, e oggi li richiamano in Cina come uomini immagine: «in occasione di grandi manifestazioni, come le Olimpiadi di Pechino e l'inaugurazione dell'enorme diga delle tre gole», dice Alberto De Simone, deus ex machina delle iniziative insieme ad Emanuela Patella.
La mostra
Dopo aver affrontato il tema della scrittura tradizionale, dei manifesti artistici, le immagini dell'Impero, le pietre e la musica il ciclo - curato dal Celso e supportato da Regione Liguria, Provincia, Comune e Camera di Commercio di Genova - arriva all'arte contemporanea.
Indispensabile tracciare il contesto storico. È il 1979 quando un gruppo di artisti avvia una vera rottura con la cultura di regime. Il manifesto di Stars (così si chiama), dice che ogni artista è una stella, riflette la luce della propria individualità. Nella società socialista di massa il messaggio è dirompente. In quell'anno il gruppo chiede di poter esporre la proprie opere nel museo nazionale di Pechino. Il permesso non viene dato, così loro espongono le opere sui cancelli del museo.
Dieci anni dopo, è il 1989, il museo concede finalmente i propri spazi per la prima grande mostra di arte contemporanea cinese. Ma, a tre ore dall'inaugurazione, le porte si chiudono. Durante una performance intitolata Dialogo, un'artista arriva a sparare contro uno specchio. Il gesto è considerato eccessivo. Tutti a casa. Due giorni dopo ci si riprova, ma l'arrivo di lettere che paventano la presenza di bombe nelle opere, fa chiudere definitivamente la mostra. Da lì a pochi mesi sarebbe arrivata piazza Tienanmen, e molti di quegli artisti c'erano.
Fuggiti dalla Cina, tanti sono diventati famosi, vendono a peso d'oro, e oggi sono richiesti dal governo cinese come uomini immagine.
Le sezioni
L'esposizione si divide in quattro parti. Nella prima La lunga marcia dell'avanguadia si trovano le opere degli artisti della prima ondata. Xu Bing, Gu Wenda, Chen Zhen oggi sono vere e proprie icone della scena internazionale. Provenienti da una tradizione esclusivamente figurativa, la loro provocazione stava nello stravolgere il linguaggio e l'immagine di quella tradizione. In Dal big-bang al boom/1 e Dal big-bang al boom/2 le opere di alcuni grandi protagonisti divenuti famosi fuori dalla Cina. Yan Peming - finito nella collezione per il trentennale del Centre Pompidou - e poi Zhang Dali, Lin Tianmiao, Feng Zhengjie. Dal mito al pop raccoglie la rilettura in chiave politica delle icone tradizionali. Grande protagonista Mao e la cultura della Grande Rivoluzione, accostati ai brand del capitalismo occidentale, come Pepsi e Coca Cola. Wang Guangyi (fondatore del Pop Politico), He An e Ma Han tra gli esponenti di questa corrente. Infine, in Action China, l'attenzione si sposta sul corpo come arte: sia come azione che come strumento dell'arte. A fianco le ultime tendenze e le nuove proposte del panorama, che comprendono l'utilizzo di media e nuove tecnologie.
L'esercito di terracotta
La mostra di Villa Croce ha un'opera fuori sede. Si tratta dell'installazione L'esercito di terracotta, che riproduce il grandioso tempio dell'imperatore Qin Shihuangdi, simbolo del potere e della tradizione cinese. Realizzata dall'artista Qikai Zhang, l'opera è composta da varie statue disposte intorno alla fontana di piazza De Ferrari a Genova.
Curiosità: dopo la mostra, L'esercito di terracotta genovese sarà in vendita, affiché trovi una collocazione consona. Gli enti pubblici e privati interessati si facciano avanti.
Per info
Celso - Istituto di Studi Orientali
010 586556
info@celso-dsa.org
China Contemporary Art - La lunga marcia dell'avanguardia
Museo d'Arte Contemporanea di Villa Croce (Via Ruffini 3) - Genova
010 585772 - 010 580069 - fax 010 532482 museocroce@comune.geno... www.museovillacroce.it
Prezzo: 6 EU INTERO, 4 EU RIDOTTO Eu [info] Chiuso: lunedì
Orari d'apertura: 9.00-19.00 (mar-ven), 10.00-19.00 (sab-dom);
Note: Dal 29 settembre al 4 novembre 2008