Guido Reni si fa in cinque

Guido Reni si fa in cinque

Venerdi 5 ottobre 2007

A Palazzo Rosso, 'Il tormento e l'estasi'. I dipinti del pittore bolognese sul martirio di San Sebastiano. Fino al 20 gennaio a Genova

Genova / Cultura / Arte

di Luca Giarola

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Guido Reni
Il tormento e l'estasi. I San Sebastiano a confronto da grandi musei del mondo

Palazzo Rosso,
6 ottobre 2007 - 20 gennaio 2008

Orari
9.00-19.00 (da mar. a ven.) // 10.00-19.00 (sab. e dom.) // Lunedì chiuso

Prezzi
Intero: 7 Eu // Ridotto: 5 Eu // Gratuito per minorenni e, la domenica, per i cittadini genovesi

Il martirio di San Sebastiano è una delle scene più famose dell'iconografia cristiana. Da Antonello da Messina ad Andrea Mantegna, sono molti gli artisti che, nei secoli, hanno impresso su tela l'immagine del corpo del martire trafitto dalle frecce.
Tra di essi, vi è anche Guido Reni, pittore bolognese vissuto a cavallo tra Cinque e Seicento, che operò principalmente tra Roma e la sua città natale, ma ebbe anche legami con Genova, come dimostrano la pala dell’Assunta nella chiesa del Gesù e il che da tempo appartiene ai Musei di Strada Nuova.

Da sabato 6 ottobre 2007 (e fino al 20 gennaio 2008), cinque degli otto dipinti di Guido Reni raffiguranti San Sebastiano, sono esposti a Palazzo Rosso. Il tormento e l'estasi - questo il titolo della mostra - è un progetto partito proprio da Genova, che ha raccolto l'adesione di alcuni importanti musei internazionali: la Pinacoteca Capitolina di Roma, il Prado di Madrid, il Museo d'Arte de Ponce di Puerto Rico e la Dulwich Picture Gallery di Londra (i rimanenti tre dipinti, invece, si trovano presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna, il Louvre di Parigi e la Art Gallery di Aukland).

In tutto cinque tele, si è detto: tentativi, repliche, versioni diverse delle stesse due opere. In una, più luminosa e soave, il Santo ha un'espressione fanciullesca; nell'altra, più cupa e inquietante, sprigiona una maggiore sofferenza. Si tratta comunque di immagini edonistiche, che sprigionano bellezza, tanto che «Stendhal ricorda come i San Sebastiano di Guido Reni fossero stati fatti rimuovere dalle chiese di Roma perchè facevano innamorare le bigotte», come ha raccontato Andrea Emiliani, Presidente dell'Accademia Clementina di Bologna, questa mattina (5 ottobre) alla presentazione della mostra.

«È un'esposizione piccola, ma suggestiva e di grande qualità» ha sottolineato il direttore dei Musei di Strada Nuova, Piero Boccardo, particolarmente emozionato perchè «è la prima volta in assoluto che questi quadri si vedono uno accanto all'altro». Sull'effetto suscitato dalla vista delle opere di Guido Reni è intervenuta anche la Sindaca , la quale ha commentato: «L'impatto di queste tele è fortissimo, per il fatto di vedere riprodotta la stessa immagine. Il gusto ed il piacere arrivano solo dopo avere superato questo impatto».

«Questa occasione unica di avere un tre più due in perfette condizioni fisiche e ambientali dà la possibilità di aprire mille vie verso l'interpretazione dell'artista» ha aggiunto Andrea Emiliani. E ancora: «Non è la solita mostra "da luna park" che, una volta conclusa, finisce nel dimenticatoio: questa è una mostra che vedremo fiorire nei prossimi anni». In effetti, un primo passo in questo senso è già stato fatto, dal momento che, come ha riferito Xavier F. Salomon, chief curator della Dulwich Picture Gallery di Londra, a febbraio i San Sebastiano di Guido Reni saranno ospitati nelle sale del museo londinese.

Luca Giarola

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