La mejor salsa del mundo, es el hambre. Ossia: la miglior salsa del mondo è la fame. Lo diceva
Cervantes, mica il primo venuto. E io lo copio, perché ho fame, ed è il motivo per cui siamo ancora qui. Come il barone di Munchausen, che si cavava fuori dalle sabbie mobili tirandosi per i capelli.
Ergo Sum torna.
Avremmo potuto non esserci, e la storia è nota. (E se non lo è, rigodetevela con gli
articoli che ci dedicò il maggio scorso mentelocale). Avremmo potuto sparire nel nulla, diventare grandi e dirci addio. Avremmo potuto godere della nostra sopravvivenza e crogiolarci nelle manifestazioni di stima e fare i bulli davanti agli sbarbati. E invece. Invece abbiamo fame.
E allora riecco
Ergo Sum, nato sfrontato e sborone tra le aulette dell'università di Zena.
Stesso formato, stessi colori, stessa grafica (fenomenale, un po' di autoincensamento ci vuole),
stessa voglia di ridere e incazzarsi. Nuove storie, nuova linfa, nuovi collaboratori, nuove sfide.
Prima tra tutte, prendere il largo. Partire. Non dovrebbe preoccuparci, d'altronde. I genovesi lo fanno da millenni. E allora
che sarà mai sbarcare nelle librerie di mezza Liguria? Che sarà mai fare ciò che fanno tutte le settimane centinaia di giovani (e meno giovani) di questa città: prendere un treno che sferraglia (in ritardo) fino oltre i Giovi, fende la nebbia della pianura e arriva nella
Capitol city de noantri, Milano? E poi a Torino, Bologna, Roma... Noi ci vogliamo provare, e possiamo grazie a
Chinaski, che ci appoggia.
Vogliamo creare una rete, una comunità, un'intelligenza "collettiva", fatta delle esperienze delle sfighe delle incazzature dei successi di ognuno. Le più belle storie di successi della nostra generazione partono da questi presupposti: avere un'idea, condividerla, arricchirla, sfruttare una rete per diffonderla.
E poi?
Buzz Lightyear(l'astronauta di
Toy Story) è il nostro ideologo: «verso l'infinito e oltre!», e se lo diceva lui che era un giocattolo... Non vogliamo entrare nella retorica del mugugno "la città più vecchia d'Europa", "i giovani emarginati".
Abbiamo capito che se vuoi uno spazio te lo devi prendere, e non lamentarti. E poi questa città sta cambiando. La notte bianca di settembre è un segno. Uno come
Carlo Freccero responsabile della cultura può essere un altro. Noi ci speriamo.
Intanto,
continueremo a scrivere la nostra rubrica su mentelocale.it. A costruire il nostro sito, e soprattutto a uscire in formato cartaceo. Questa volta con un numero sull'ipocrisia. L'ipocrisia stupida e controproducente di chi censura, o quella di chi predica bene e arraffa meglio. Di chi s'indigna per un
vaffanculo e parla di qualunquismo. Quando in parlamento c'è chi dice di mettere la bandiera italiana nel cesso, chi fa scrivere le leggi elettorali dal proprio maiale (sarà
spider-pork), chi vuol comprare le banche "ma per i lavoratori", chi va al family day il pomeriggio e la sera a nigeriane. A tutti loro abbiamo cercato di rispondere come uno dei più grandi attori italiani del secolo scorso: «Ma mi facci il piacere!».