«Oggi grazie alle fiction televisive siamo tutti abituati a vedere cosa fa la Polizia Scientifica; ma nella realtà è un lavoro molto più duro, soprattutto per la crudezza delle situazioni che ci si trova ad affrontare».
Venerdì 26 ottobre 2007, nel secondo giorno del Festival della Scienza di Genova,
Tommaso Fornaciari, psicologo dell'UACV di Roma (Unità per l'Analisi del Crimine Violento), ha spiegato ad un uditorio di giovani strumenti e metodologie utilizzati dal reparto specializzato della Polizia di Stato, nell'ambito della conferenza Sulla scena del crimine. L'analisi criminale negli omicidi efferati. Dalla scena del crimine al profilo d'autore. L'incontro fa parte di un
ciclo di tredici appuntamenti, tutti in programma presso i Magazzini del Cotone (Modulo 7, Porto Antico), in cui i maggiori esperti si alternano per spiegare ogni giorno un aspetto diverso del mestiere di scienziato al servizio della giustizia.
«Da quando è stata fondata la Polizia Scientifica, oltre un secolo fa - dice Fornaciari - le tecnologie hanno trasformato profondamente il nostro lavoro. Ma un elemento è rimasto immutato: la fedeltà al metodo scientifico». Raccolta dei dati, analisi degli stessi, formulazione delle ipotesi, verifica sperimentale: queste le fasi principali di ogni indagine. A cui si aggiunge la necessità di interventi tempestivi, perché, afferma l'ufficiale: «
il passare del tempo si traduce inevitabilmente in informazioni che scompaiono».
Grazie all'impiego di scienziati specializzati in diverse branche - dalla biologia alla fisica, dalla chimica alla matematica - l'analisi criminologica ha fatto passi da gigante: «Negli ultimi 15/20 anni - prosegue Fornaciari - soprattutto con l'introduzione della biologia forense, ha avuto luogo una sorta di rivoluzione copernicana nel nostro settore. Una volta un capello o un mozzicone di sigaretta trovati sulla scena non erano determinanti; oggi, attraverso lo studio del DNA possono individuare direttamente l'autore del delitto». Le tecnologie giocano un ruolo centrale: «abbiamo scanner di rilevamento laser e software che ci permettono di ricreare ambienti in 3D. A questo proposito,
la Polizia italiana adotta un SASC (Sistema di Analisi della Scena del Crimine) che la pone all'avanguardia in Europa», dice ancora Fornaciari. Oltre all'illustrazione delle metodologie, sono stati mostrati i documenti scientifici relativi ad alcuni casi storici, come l'analisi balistica dell'omicidio del
Generale dalla Chiesa e di sua moglie, uno studio sull'
omicidio Calabresi, nonché alcune immagini prese direttamente sulle scene di vari delitti.
In aggiunta al ciclo di conferenze, è stato allestito un
laboratorio dal titolo
La polizia scientifica. Come si fa un sopralluogo - sempre ai Magazzini del Cotone, modulo 7, Porto Antico - nell'ambito del quale è possibile visitare la scena del crimine, una camera da letto, ponendo domande direttamente al personale della Polizia Scientifica. Queste iniziative sono a cura della Polizia di Stato, Servizio Polizia Scientifica, Sezione Unità per l'Analisi del Crimine Violento (UACV), Gabinetto Regionale Polizia Scientifica Liguria.
Clicca qui per vedere in dettaglio in programma del Festival della Scienza 2007