Cinquanta anni fa venne lanciato il satellite russo Sputnik. Fu il primo oggetto messo in orbita e inaugurò a tutti gli effetti l'era spaziale. L'anniversario è diventato un'occasione per ripercorrere la storia dell'esplorazione dello spazio da quel momento fino a nostri giorni, senza tralasciare una finestra sul futuro. L'incontro, dal titolo
Da Sputnik a Marte. Mezzo secolo nello spazio, è stato seguito da un folto pubblico, nella serata di sabato 27 ottobre alle 21, nella Sala Grecale dei Magazzini del Cotone, e ha visto la partecipazione di
Giovanni Fabrizio Bignami, presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana e docente all'Università di Pavia,
Sergio Zavoli, celebre giornalista, scrittore e politico italiano, moderati da
Giosuè Boetto Cohen, giornalista ed esperto di comunicazione.
Il lancio del satellite Sputnik e il relativo shock creato negli Stati Uniti diede il via a tutti gli effetti corsa nello spazio, guidata negli Stati Uniti da Wernher Von Braun, geniale scienziato tedesco consegnatosi agli americani alla fine della guerra. Von Braun, grande comunicatore, collaborò anche con Walt Disney nella realizzazione di una serie di documentari - cartoni animati divulgativi sulla conquista dello spazio che illustrano le condizioni di vita fuori dell'atmosfera terrestre. Alcuni frammenti, che oggi fanno sorridere, vengono mostrati in sala: «è sorprendente - spiega Bignami - vedere come molte delle affermazioni fatte fossero corrette. I nostri astronauti si comportano bene o male come viene mostrato in questo video». Sempre Von Braun è protagonista di un'intervista della RAI, condotta da un giovanissimo Sergio Zavoli. Lo scienziato tratteggia gli obiettivi della politica spaziale americana e difende la necessità di raggiungere la luna. «Fui impressionato dalla chiarezza della sua visione - spiega Zavoli - anche se riconosco che non ero ben disposto verso questa persona. Era l'inventore delle terribili V1 e V2, i razzi usati da tedeschi per colpire l'Inghilterra nella Seconda Guerra Mondiale». Nel video mostrato Von Braun prevede anche una ricaduta di tecnologia dal settore spaziale a quello civile «Anche questa - spiega Bignami - è una visione estremamente matura. In effetti questo avviene costantemente anche oggi, basta pensare a microcomputer, previsioni meteo, pannelli solari e molto altro, senza tenere conto dei benefici dei satelliti per la comunicazione e la navigazione GPS».
Bignami tratteggia rapidamente i successi dell'esplorazione spaziale dopo lo Sputnik, soffermandosi in particolar modo sull'ultimo periodo e l'invio di sonde su Marte e Titano «Sappiamo che la NASA ha grandi risorse. Ma anche l'Agenzia Spaziale Europea - ESA adesso può vantare molti successi. Una cosa che nessuno sa è che l'Italia è uno dei paesi di punta in queste ricerche. Siamo il terzo finanziatore dell'ESA a livello europeo e sviluppiamo molti dei sistemi più avanzati, come i radar in grado di produrre immagini ad altissima risoluzione e le antenne per le comunicazioni a lungo raggio. Purtroppo, quando cerco di ritagliare degli spazi in televisione per divulgare queste cose, mi si dice che l'Isola dei Famosi è più importante».
«Cosa dobbiamo attenderci dai prossimi 50 anni di esplorazione dello spazio?» chiede Cohen a Bignami nella sua veste di moderatore. «Non tutto è prevedibile ma le scoperte più entusiasmanti potrebbero essere la rilevazione delle onde gravitazioni teorizzate da Einstein, che ci consentiranno di conoscere molto meglio i buchi neri e lo spazio profondo; la scoperta di pianeti nella nostra galassia nella fascia di abitabilità e il ritrovamento di molecole vitali su altri corpi celesti. Inoltre - continua Bignami - non si può dimenticare l'esplorazione di Marte. C'è un problema di propulsione da risolvere ed è difficile dare una data precisa, ma la persona che camminerà su Marte è già nata».
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