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È partita dalla proiezione di Una scomoda verità - il documentario che è valso ad Al Gore il Premio Nobel per la Pace 2007 - la conferenza che martedì 30 ottobre 2007 presso l'Aula Polivalente San Salvatore (piazza Sarzano), ha fatto il punto degli studi sui cambiamenti climatici nelle regioni artiche. Le caratteristiche di conservazione dei ghiacci polari permettono infatti di indagare le concentrazioni dei gas nell'aria fino a 800mila anni fa, facendo dell'Antartide e della Groenlandia i luoghi ideali per comprendere come si è evoluta nel tempo la macchina climatica. «E l'Italia ha una lunga tradizione di ricerca al Polo Sud», ricorda al pubblico Giovanni Caprara.
«Benché non tutti gli scienziati siano d'accordo con le affermazioni di Al Gore, gli va dato atto di aver diffuso fra il grande pubblico la consapevolezza che la Terra si sta riscaldando e che la causa di ciò è l'uomo», commenta Carlo Alberto Ricci, presidente della Commissione Scientifica Nazionale per l'Antartide. I dati forniti da Massimo Frizzotti del Laboratorio di Osservazioni Climatiche dell'ENEA sono allarmanti: il livello dei mari è aumentato in tempi recenti al ritmo di 3,1 millimetri all'anno, rispetto alla media del secolo che si assesta intorno ai 1,7 millimetri, «ma non conosciamo ancora abbastanza bene i meccanismi della calotta artica per fare previsioni attendibili. Tutti i modelli sono stati infatti finora drammaticamente superati dalla realtà e se si continuerà così rischiamo di veder scomparire il Polo Nord fra 2030 e 2050».
Siamo ancora al di sotto di un'accettabile soglia di comprensione scientifica anche di altri fattori che possono incidere sui cambiamenti climatici, come i campi magnetici solari, come ricorda l'astrofisica Ilaria Ermolli dell'INAF Osservatorio Astronomico di Roma. Le uniche certezze ci vengono per ora dall'analisi del passato, «e i risultati dei carotaggi dei ghiacci dell'Antartide ci dicono che storicamente sono già accaduti cambiamenti climatici velocissimi. Parlo di un aumento di temperatura di 10° nel giro di venticinque anni. Come se mettessimo Helsinki a Palermo», spiega Giuseppe Orombelli dell'Università di Milano Bicocca. Le fotografie di Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, parlano chiaro: «sulle nostre Alpi, in un secolo, la superficie dei ghiacciai si è dimezzata».
Per approfondire questi temi - e ricordare l'Anno Polare Internazionale che ricorre Tra marzo 2007 e febbraio 2009 - è stata allestita nell'area del Mandraccio al Porto Antico la mostra fotografica Antartide. Le immagini esposte aiutano infatti a scoprire le caratteristiche di questo continente, la sua storia, la vita in condizioni estreme e i momenti dell'attività di ricerca svolta da ricercatori italiani.
Al Museo dell'Antartide si può anche partecipare al laboratorio Curiosando tra i ghiacci, che ha come scopo accendere, specialmente nei giovani, una coscienza ambientale, affinché la conservazione dell'ambiente diventi un obiettivo primario da conseguire di pari passo con lo sviluppo tecnologico.
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