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Simon Ings al Festival della Scienza

 
Lo scrittore e divulgatore scientifico ha parlato del 'peso dei numeri'. La vita è troppo ricca per poterla controllare completamente
 
   

     
Genova, 2 novembre 2007
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di Giorgio Boratto
   
Simon Ings
Simon Ings
Giovedì 1 novembre, nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale a Genova, per il Festival della Scienza, si è tenuta la conferenza su Il peso dei numeri, con l'autore del libro omonimo Simon Ings.
Sopravviviamo perché facciamo finta. La vita è troppo ricca, troppo complessa, troppo incerta. La vita respinge il metodo: questa è la bella sintesi che sottotitola, il libro e la conferenza.

Ings è uno scrittore di thriller, di fantascienza, libri ricchi di suspence e avventura. Il peso dei numeri (Il Saggiatore, 2007) è la storia di 6 personaggi accomunati dalla convinzione di possedere il metodo per controllare e migliorare il mondo. Tutti sbagliano. La filosofia insegna che ognuno per comprendere ciò che ci circonda ha bisogno di un modello; la storia invece ci rivela che gli obiettivi preposti sono irraggiungibili.
La paranoia è il filo comune dei personaggi del romanzo, che non si incontreranno mai; chi con la scienza, chi con la politica e addirittura con la malattia (l'anoressia) cerca di dare un senso al mondo. Non c'è nessuna ricetta. Ecco che il peso dei numeri serve a smontare le nostre convinzioni in mille pezzi. I fattori numerici sono quelli del moto browniano, dove tutto risulta casuale e incomprensibile. Tutto è caos e caso. Non siamo noi umani i padroni del mondo ed i numeri, cui noi ne sperimentiamo in molti modi la forza cercando di incasellare tutto, non salvano nessuno.

Simon Ings ha lavorato come giornalista e attore prima di diventare divulgatore scientifico. Ha appena pubblicato un libro di pop science dal titolo The eye, a natural history. L'argomento conduttore dell'incontro, più che il libro, è stata la sua esperienza di sinestesia. L'autore fino a 20 anni aveva un vero talento per l'aritmetica, un dono particolare: i numeri gli apparivano come colori, uno scherzo nell'incrocio dei sensi che la medicina chiama sinestesia. Da questa esperienza ha sentito di trarre una metafora esistenziale, perché quando si smette di leggere o di sentire con i propri sensi, le proprie emozioni, si cessa di essere umani.

La parola fitness per Ings ha un significato "adattativo" e non è necessariamente una virtù. L'anoressia, che ha colpito anche la sua famiglia, è un segnale forte di come il peso dei numeri esplori una follia che porta agli estremi. Anche nel romanzo c'è una protagonista anoressica: Stacey Chavez, starlette televisiva, la cui fama giovanile si è sgretolata nelle cliniche di recupero. Gli altri personaggi del libro sono: Anthony Burden, geniale matematico annientato dalla bellezza dei numeri; Saul Cogan, ex sessantottino trasformatosi in trafficante di persone; Jim Lovell, astronauta dell'epopea dell'Apollo 13; Nick Jinks, sbandato avventuriero coinvolto nelle vicende della Baia dei Porci, la fallita invasione di Cuba nel 1961, che si vanta di aver conosciuto Yuri Gagarin in un bar dell'Avana, portatore di disgrazie e sventure. Un canovaccio con personaggi uniti dal desiderio di trovare un senso a tutto, che li porterà alla follia, al lutto e alla morte. Quello che dovremo evitare noi.
 
 
 
 
 
 
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