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Jack Steinberger
Jack Steinberger
 

Steinberger al Festival della Scienza

 
Il Premio Nobel a Genova per la kermesse scientifica. Si parla di riscaldamento globale. È essenziale frenare le emissioni di CO2
 
   

     
Genova, 2 novembre 2007
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«Uno dei grandi fili conduttori della rassegna è dedicato all'ambiente. E questa conferenza è per fare un po' di chiarezza, con informazioni e dati reali». Così Vittorio Bo, direttore del Festival della Scienza, ha presentato la tavola rotonda dal titolo Co2, colpevole o innocente? Dal caos climatico al caos dell'informazione, svoltasi giovedì 1 novembre, alle ore 10.30, nella Sala del Maggiore Consiglio di Palazzo Ducale.
Paola Catalano, che fa parte del gruppo di comunicazione del CERN di Ginevra, ha moderato l'incontro, spiegando che «c'è grande confusione intorno alle tematiche riguardanti il cambiamento climatico: da una parte ci sono le Nazioni Unite che lo riconoscono, dall'altra vi sono molti scettici».

A sintetizzare la versione ufficiale delle Nazioni Unite, è stato - in un intervento filmato - il vice direttore dell'UNEP Gaetano Leone: «Il cambiamento climatico è una realtà, basti pensare ai processi di desertificazione o di scioglimento dei ghiacciai, e, in Italia, alla sempre più diffusa siccità. È dunque ora di rimboccarsi le maniche per risolvere questi problemi».
Il primo a prendere la parola in sala, poi, è stato Giorgio Budillon, oceanografo presso l'Università Partenope di Napoli, il quale esponendo il funzionamento del sistema climatico sul pianeta Terra, ha evidenziato l'aumento dell'anidride carbonica a partire dal 1800 (inizio dell'era industriale) e in particolare dal 1970 ai nostri giorni: «Gli scenari futuri - ha detto - prevedono un innalzamento di alcuni gradi di temperatura entro i prossimi 100 anni, se non si diminuisce la produzione di Co2».

Di seguito, Paola Rivaro, chimica dell'Università di Genova, ha illustrato come l'aumento della Co2 influenza anche il Ph degli oceani, e dunque la vita di molti organismi marini: «Un'ulteriore incremento dell'anidride carbonica - ha spiegato - potrebbe essere una seria minaccia per la nostra catena alimentare, che in questi organismi ha la sua base».
Dopo di lei, ha preso la parola Valter Maggi, glaciologo dell'Università di Milano Bicocca, che, mostrando i suoi studi sulle cosiddette "carote" di ghiaccio, ha spiegato che «negli ultimi 800.000 anni vi sono stati diversi altri periodi caldi, in epoche non sospette, che si sono ripetuti circa ogni 120.000 anni». Ma ha proseguito affermando che, per quanto riguarda l'aumento di Co2, essa «è cresciuta negli ultimi 200 anni tanto quanto aveva fatto nei precedenti 10.000».

All'incontro è intervenuto anche il Nobel per la fisica Jack Steinberger, che ha suggerito alcune possibili soluzioni: «la cosa più ovvia sarebbe produrre energia attraverso fonti rinnovabili, ma al momento l'energia solare costa più di 10 volte rispetto ai combustibili fossili. Bisognerebbe cercare di risolvere il problema da un punto di vista globale».

Gli interventi finali sono stati quelli degli "scettici", Luigi Mariani (dell'Università di Milano) e Teodoro Georgiatis (fisico dell'atmosfera all'Istituto Ibimet di Bologna): tentando di placare ogni allarmismo, entrambi hanno ribadito il concetto che «senza Co2 non ci sarebbe la vita, e che l'idea di paragonarla a un veleno fa rabbrividire». Dunque, un approccio che punta alla demolizione dei luoghi comuni sul riscaldamento globale, che, come ha affermato Mariani «sono spesso conditi di mezze verità, ma anche mezze menzogne».
 
 
 
 
 
 
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