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La curiositą al Festival della Scienza

 
Il tema č stato approfondito in una conferenza a Palazzo Rosso. Gli ospiti, Cristiano Castelfranchi, Alberto Greco e Carlo Penco
 
   

     
Genova, 2 novembre 2007
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Carlo Penco
Carlo Penco
«La scienza è una manifestazione di curiosità: ovvio, dunque, che proprio la curiosità sia stata scelta come tematica principale di questa quinta edizione del Festival»: parola di Alberto Greco, professore di Scienze Cognitive all'Università di Siena, che ha aperto l'incontro dal titolo Curiosità e sorpresa nella scienza e nella vita quotidiana. La spiegazione delle scienze cognitive, tenutosi venerdì 2 novembre 2007, nell'Auditorium di Palazzo Rosso.
Alla conferenza hanno partecipato anche Carlo Penco (professore ordinario di Psicologia e direttore del nuovo Master in Scienze Cognitive all'Università di Genova) e Cristiano Castelfranchi (professore di Scienze Cognitive all'Università di Siena e direttore dell'Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione a Roma).

«Gli scienziati sono spinti dalla curiosità di conoscere qualcosa - ha proseguito Greco - e in primo luogo coloro che si occupano di scienze cognitive: psicologia e filosofia, ma anche neuroscienze e robotica». Poi, ha spiegato come nasce la curiosità: «Siamo curiosi quando sappiamo un po', ma non troppo; oppure quando le cose non sono come ce le aspettavamo; o ancora, quando ci troviamo in una situazione nuova, non familiare».
Dopo di lui, ha preso la parola Carlo Penco, che, citando lo psicologo israeliano Daniel Kahneman e valendosi del supporto visivo di due spot pubblicitari, ha illustrato i due principali sistemi cognitivi: «la normale comprensione, che funziona tramite stereotipi e schemi standard, e il ragionamento, con cui si cerca di risolvere problemi più complessi».

Infine, c'è stato il lungo intervento di Cristiano Castelfranchi, che ha tracciato un quadro generale della curiosità partendo dal concetto di "sorpresa": essa, ha spiegato, «è una reazione automatica alla discrepanza tra ciò che ci si aspettava e ciò che accade realmente. In altre parole, è il segnale di un "fallimento" cognitivo».
Ha poi proseguito descrivendo i vari tipi di sorpresa: «Quando l'aspettativa è errata la sorpresa è detta "di prima mano", ed è regolata dalla legge "più ero sicuro, più sono sorpreso"; quando invece la base della previsione è crollata, si parla di sorpresa "profonda"».
Successivamente, Castelfranchi è passato alla nozione di "aspettativa", che - come ha più volte sottolineato - «è un aspetto che ha a che fare esclusivamente con gli esseri umani, in quanto tratta le previsioni rilevanti per gli scopi di ognuno», pur non nascondendo di fare parte di quella piccola schiera di pensatori che credono che, in futuro, possa essere una prerogativa anche delle macchine.
«La curiosità - ha concluso il professore di Scienze Cognitive - è andare a caccia di conoscenza per motivi intrinseci, per il gusto di farlo, e non per altri premi dall'esterno. E la scienza, altro non è che curiosità fatta metodo, mestiere, istituzione sociale».
 
 
 
 
 
 
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