Piergiorgio Odifreddi
Una discussione ben moderata dal professore Guido Trombetti, rettore dell'Università Federico II di Napoli e presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, ha tenuto viva l'attenzione della sala Grecale in occasione della presentazione del primo volume de La Matematica (edizioni Einaudi), che si è svolta al Festival della Scienza di Genova alle ore 16.00 di domenica 4 novembre.
«Sono rimasto spiazzato - confessa Furio Honsell, rettore dell'Università di Udine e docente di informatica - dai capitoli che ho letto: non è una storia della matematica, dei grandi personaggi o dei grandi problemi, ma la descrizione dell'ambiente, della cultura, dei luoghi e dei tempi in cui la matematica è stata prodotta e sviluppata».
Sullo stesso tenore continua Giulio Giorello, professore di filosofia delle scienze all'Università degli Studi di Milano: «Dal volume emerge un'idea di matematica come opera policentrica e polifonica, obiettivo completamente centrato. Da una parte rompe con la tradizione secondo cui nel mondo antico è stato fatto tutto dai greci, grazie a pagine bellissime che descrivono la preistoria della matematica in Mesopotamia, India, Cina e nelle civiltà precolombiane; dall'altra offre piani di lettura fruibili a diversi livelli».
E proprio Umberto Bottazzini, docente di Matematica a Milano, parla del contesto sociale in cui si sviluppa la regina delle scienze «Guardando allo sviluppo della matematica, si nota come non avvenga in tutta Europa allo stesso modo. Addirittura dagli Stati Uniti, a fine Ottocento, arrivavano per il dottorato in Francia e Germania i pochi PhD in materia. La matematica, oltre che con le altre discipline, si integra profondamente con il contesto sociale in cui si sviluppa».
La parola passa quindi ai due curatori di quest'opera in quattro volumi: Claudio Bartocci e Piergiorgio Odifreddi. «La matematica - dice il docente dell'ateneo genovese Bartocci - fa tutt'uno con la cultura: non espressione di una parte, come la cultura definita occidentale, cristiana o dei greci, ma in quanto cultura universale comune a tutto il mondo. Questo stesso libro è nato prima in inglese che in italiano, frutto di un progetto pensato 5-6 anni fa».
«Ma è un miracolo questo libro?» chiede provocatoriamente il prof. Trombetti. E Odifreddi, per nulla in difficoltà, raccoglie l'invito: «Gli esperti in materia, e io non sono fra questi, sostengono che il più grande miracolo sia la conversione. Beh, in questo caso sono io il convertito, perché nel 2000 non era facile pensare all'interesse che la matematica avrebbe avuto tra il grande pubblico ed ero un po' scettico. Confesso che se non ci fosse stato Bartocci probabilmente il libro non ci sarebbe stato: io ho preso parte al concepimento, che notoriamente è momento molto più eccitante della gestazione, per non parlare del parto».
Nobili i natali della nuova creatura, il board scientifico alle spalle dell'opera La Matematica è di primissimo piano, presieduto da Sir Michael Atiyah (medaglia Fields nel 1966 e premio Abel nel 2004), e con altri due amici del Festival: Freeman Dyson e Hilary Putnam.
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