La curiosità è il motore della scoperta scientifica, un'attitudine profondamente umana che ci spinge a conoscere il mondo naturale, a esplorarne gli aspetti più reconditi, a trarne applicazioni innovative. Lo hanno mostrato nei modi più diversi e talvolta insoliti le decine di scienziati convenuti a Genova per la quinta edizione del
Festival della Scienza.
I grandi nomi della ricerca internazionale intervenuti nei tredici affollati giorni del Festival hanno confermato quanto sia in continua trasformazione la scienza, non solo grazie alla curiosità solitaria dei geni più inventivi, ma anche attraverso le collaborazioni internazionali e interdisciplinari che fanno della scienza oggi una vera impresa collettiva.
Curiosare nel mondo è un istinto che sicuramente non ci rende unici e non ci separa del resto del mondo naturale. Lo possiedono anche le scimmie, una delle quali campeggia nel logo dell'edizione 2007 mentre gioca incuriosita con l'asterisco simbolo della manifestazione, e molte altre forme animali. Proprio sotto il segno dei nostri affascinanti ed enigmatici cugini primati è cominciata la quinta edizione del Festival con la conferenza magistrale della carismatica etologa
Jane Goodall, seguita il giorno successivo da un aggiornamento sulle ultime scoperte nel campo dell'evoluzione umana offerto dal paleoantropologo dell'American Museum of Natural History di New York
Ian Tattersall.
Le giornate del Festival hanno visto ancora una volta grandi platee riunirsi attorno a illustri esponenti della comunità scientifica internazionale, impegnati a declinare la parola chiave della curiosità con la maestria dei grandi comunicatori: il cosmologo russo
Alex Vilenkin ha incantato il pubblico con le sue proiezioni verso infiniti universi; lo scienziato cognitivo di Harvard
Marc Hauser ha spiegato la sua ipotesi circa l'esistenza di una grammatica morale universale in ogni essere umano; il fisico di Princeton
Freeman Dyson ha proposto le sue sei provocatorie "eresie" controcorrente su scienza e società; il "fisico di Star Trek"
Lawrence Krauss ha giocato con il fascino delle "extradimensioni"; il fisico francese
Jean-Marc Lévy-Leblond ha messo in discussione le ambizioni di universalità della scienza occidentale.
Nulla meglio dell'esplorazione spaziale rappresenta il desiderio inarrestabile degli esseri umani di porsi domande sul cosmo e di comprenderne le leggi.
Giovanni Bignami,
Umberto Guidoni e
Sergio Zavoli hanno ricordato, con l'ausilio di preziose immagini inedite, i cinquant'anni del lancio dello Sputnik, l'inizio dell'era spaziale e della corsa internazionale alle navigazioni nel sistema solare. Di esplorazioni estreme, ma questa volta sui ghiacci, ha discusso
Reinhold Messner, mentre la stupefacente bellezza degli scenari della vita terrestre sono stati raccontati, oltre che immortalati, dal grande fotografo naturalista
Frans Lanting.
Ma sono molteplici ed eterogenei anche altri campi attraversati dalla curiosità scientifica: gli orologi biologici di
Russell Foster, che scandiscono i ritmi degli esseri viventi, i rapporti fra psicoanalisi e neuroscienze descritti da
Roberto Speziale Bagliacca, da
Romolo Rossi e da altri studiosi in ricordo di
Mauro Mancia, la scienza nei fumetti con
Sergio Bonelli e
Giulio Giorello, la fisica in cucina e la cucina delle streghe, i limiti e le potenzialità delle spiegazioni scientifiche con
Mauro Dorato, i modelli matematici nella medicina, nello sport e nella cucina, le strutture di luce di
Luigi Lugiato, i giochi matematici raccontati da
Giorgio Dendi in una maratona consecutiva di dodici ore, il "peso dei numeri" nella natura e nella storia sostenuto da
Simon Ings, il DNA antico con
Luigi Luca Cavalli Sforza, le paure nei confronti dell'evoluzione con
Guido Barbujani, le "pecore nere" nella scienza con
Claudio Zannoni, sesso ed evoluzione con
Andrea Pilastro, il sonno negli animali e nell'uomo con
Giorgio Vallortigara, come diventare chirurgo dei trapianti con
Ignazio Marino, il freddo assoluto di
Sandro Stringari, le vite matematiche con
Claudio Bartocci e
Piergiorgio Odifreddi, la biologia evoluzionistica dello sviluppo con
Alessandro Minelli, l'apprendimento linguistico con
Charles Yang, l'estensione della teoria dell'evoluzione neodarwiniana con
Massimo Piattelli Palmarini, il futuro della biologia molecolare con
Michel Morange, la scoperta delle modalità di transizione dal mondo quantistico al mondo dell'esperienza sensibile con
Francesco De Martini, la psicologia dell'adulterio con
Aldo Naouri.
Anche l'economia, nei suoi intrecci con le scienze naturali e della mente, è entrata quest'anno a pieno titolo nella programmazione delle conferenze, grazie agli incontri sull'economia emotiva con
Matteo Motterlini, sulla reciprocità nell'economia e nell'evoluzione con
Luigino Bruni e
Pier Luigi Porta. Non sono mancati riferimenti alle noti dolenti della "fuga dei cervelli" e dell'ancora insufficiente sensibilità delle classi dirigenti verso il finanziamento alla ricerca scientifica, con l'astrofisica
Sandra Savaglio e con il ciclo di incontri dedicati a scienza e società. Che i confini delle scienze siano aperti e configurino oggi una forma di "naturalismo pluralista" è stato mostrato anche dal gruppo di filosofi della scienza, fra i quali
John Dupré e
David Macarthur, guidati dal grande logico ed epistemologo di Harvard
Hilary Putnam. La curiosità, quindi, come antidoto affinché le verità della scienza non diventino mai certezze assolute.
Un'idea forte del Festival è sempre stata quella di considerare la scienza una forma alta di cultura, in grado di dialogare e di meticciarsi, grazie alla fecondità dei suoi linguaggi e degli immaginari che sa innescare, con le altre manifestazioni del sapere. Una novità importante e molto apprezzata dell'edizione 2007 è stata la serie di
lectio magistralis tenute da grandi intellettuali del nostro paese, come lo storico
Aldo Schiavone, il sociologo
Luciano Gallino, lo storico e filosofo della politica
Gian Enrico Rusconi, lo storico dell'arte e direttore della Scuola Normale di Pisa
Salvatore Settis. Altre serie molto fortunate e seguite sono state le vite di scienziati curate da
Simona Morini - una proposta innovativa di comunicazione della scienza a cavallo fra storia, biografie nascoste, esposizione di opere d'arte e immagini d'epoca - e quella degli scienziati che all'Acquario di Genova hanno ripercorso le tappe del rifacimento del viaggio di Darwin intorno al Sud America con la barca "Adriatica" di
Patrizio Roversi, che ha dialogato spiritosamente con i ricercatori.
Curiosità significa anche non sottrarsi a temi controversi e scottanti, come la questione energetica nazionale descritta da
Enrico Bellone,
Carlo Bernardini e
Chiara Tonelli, le proposte di legge sul testamento biologico discusse da esponenti di orientamento laico e confessionale, i riconoscimenti negati ingiustamente alle donne di scienza, le previsioni sul futuro del clima analizzate da
Sylvie Joussaume, ma soprattutto il ruolo delle attività antropiche nel riscaldamento globale sottolineato dal Premio Nobel per la Fisica del CERN di Ginevra
Jack Steinberger, ospite di eccezione del Festival 2007.
Un esempio illuminante della complessità delle relazioni fra scienza, società e politica è stata offerta in prima persona al Festival dai protagonisti del caso internazionale che ha visto coinvolti, in Libia, un gruppo di medici e di infermieri bulgari accusati ingiustamente di avere contagiato con il virus dell'HIV i bambini dell'ospedale libico dove prestavano servizio. Il Premio Nobel per la medicina
Richard Roberts, il grande immunologo Luc Montagnier, coordinati da Vittorio Colizzi, hanno spiegato, attraverso le interviste in diretta di alcuni giornalisti di riviste scientifiche internazionali, come siano riusciti a scagionare per via sperimentale gli imputati, mostrando la loro estraneità al contagio. La curiosità, propellente della ricerca e della scoperta, diventa anche un esempio di libertà intellettuale e di impegno civile.