Fare la spesa, mangiare e bere, possono essere gesti di resistenza. Questo il significato dela manifestazione itinerante
Terra e Libertà/Critical Wine, ospitata per la terza volta presso il
Laboratorio Sociale Buridda (via Bertani)
sabato 10 e domenica 11 novembre 2007. L'iniziativa mette in comunicazione produttori e consumatori attenti alle esigenze della natura e rispettosi nei confronti del lavoro agricolo, troppo spesso inghiottito da logiche di tipo industriale.
Degustazioni, incontri e concerti si alterneranno in una due giorni dedicata al gusto e alla sensibilizzazione.
L'appuntamento si concetra sul tema dei biocarburanti. Ma una dedica speciale è per i
pastori sardi, alcuni dei quali arriveranno a Genova con i propri prodotti. Il motivo è la mobilitazione che li vede protagonisti contro un cartello di produttori industriali, i quali fissano i prezzi e strangolano il mercato. Nelle prossime settimane manifesteranno anche davanti all'Antitrust di Roma.
Abbiamo chiamato
Michele Arbau, pastore e rappresentante del Copas (comitato dei pastori sardi), che ci racconta la situazione in cui si trovano. «
In Sardegna esiste un vero e proprio cartello di industrie casearie, che fissa il prezzo delle materie prime in barba ai proclami sulla libertà del mercato. La cosa non è un segreto, abbiamo raccolto una fitta documentazione - soprattutto articoli di cronaca locale - in cui questo fenomeno emerge alla luce del sole. È seguito un ricorso all'Antitrust, dal quale non ci è arrivata alcuna risposta». Ecco il perché della visita a Roma.
Questa situazione si protrae da parecchi anni: «ma negli ultimi tempi è peggiorata - dice ancora Arbau - l'industrializzazione dell'agricoltura ci ha costretto a trasformarci da pastori - cioè custodi del territorio - ad allevatori. Abbiamo triplicato le greggi, con tutto ciò che comporta dal punto di vista ambientale». Non solo, le nuove norme sulla certificazione dei prodotti tipici tagliano fuori i piccoli produttori. Spesso questi non si possono permettere le strutture richieste a garanzia delle condizioni igienico-sanitarie: «così noi siamo costretti o a vendere in nero alle industrie - prosegue Arbau - o a svendere le materie prime. Siamo intrappolati».
I pastori non sono i soli a soffrire in Sardegna. Anche i piccoli serricoltori sono alla frutta. La situazione è complicata, ma
Gianni Morando, uno degli organizzatori di Critical Wine, la riassume così: «in attesa di ingenti finanziamenti europei, i contadini hanno contratto mutui con le banche. Poi, per un cavillo legislativo, i soldi non sono arrivati. La crisi dei mutui ha fatto il resto. Oggi sono sommersi dai debiti».
Critical Wine, iniziativa nata da un'idea del giornalista enogastronomico
Luigi Veronelli, prende spunto proprio dalla necessità di difendere i piccoli produttori agricoli dallo strapotere delle multinazionali agro-alimentari.
Manuel Chiarlo - responsabile del Buridda - afferma: «prosegue l'alleanza tra i contadini critici, che si trovano in condizioni di grave difficoltà, e un pezzo del movimento legato ai centri sociali». Quest'anno ci saranno una quarantina di produttori, che allestiranno banchetti con i propri prodotti. Trenta piccole aziende vinicole e una decina di realtà dove si fa latte, miele, formaggio, verdura e altri frutti della natura. Circa un quarto dei banchetti saranno liguri, il resto da tutta Italia, con specialità della terra di provenienza.