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La Regione Liguria, prima in Italia, propone al Parlamento la ratifica della Convenzione Internazionale sui diritti della persona con disabilità, adottata dalle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006.
La proposta di legge è stata presentata al convegno, presso la biblioteca Berio il 28 novembre, Diritti e...rovesci, 1000 modi di confronto e riflessione sui diritti delle persone con disabilità.
Il convegno, in collaborazione con la Consulta Regionale Handicap e la cooperativa sociale La Cruna, è stato inserito all'interno della terza edizione del festival nazionale cortometraggi Cine/Abili, producendo una proficua sinergia tra impegno politico, sociale e culturale.
Oltre il dato politico il festival è l'unico in Italia a proporre cortometraggi sul tema dell'handicap. I nove filmati in concorso hanno esposto immagini di realtà spesso ignorate dal pubblico, la raffigurazione dell'handicap è passata attraverso la narrazione della persona disabile che, tra disagio e desiderio, afferma la diversità come valore. Ha vinto, per la giuria, Il sesto rigo di Raffaella Pusceddu che accompagna, con le proprie riprese, l'orchestra sinfonica Esagramma di Milano.
Il premio va a un film che rende i musicisti dell'orchestra, con sindrome autistica e ritardi cognitivi, protagonisti attraverso l'espressione musicale e il racconto di sé, ma anche a un progetto che ha dato voce e strumenti a chi spesso rimane invisibile alla società.
Il pubblico ha invece premiato Zio c'è di Andrea Castoldi, girato nel vecchio ospedale di Cornigliano. Narra di un giovane operatore che, arrivato in un ospizio, restituisce gioia e dignità agli anziani residenti, utilizzando lo strumento dell'ascolto. Il giudizio sottolinea l'importanza della relazione, dell'empatia, dell'attività e dello sviluppo delle risorse in chi vive il disagio che si tramuta in emarginazione.
Lo strumento cinematografico ha animato il dibattito sulla proposta regionale di ratifica, che trasforma i diritti dei disabili, 243 mila solo in Liguria, da movimento culturale in atti ufficiali.
La convenzione non introduce diritti nuovi ma, ispirandosi alla Carta dei Diritti dell'Uomo del 1948, assicura tali diritti anche alle persone disabili, favorendo il rispetto della loro dignità.
Ospite di eccezione alla manifestazione il comico Michele Lafortezza. Malgrado i deficit motori, esprime una mimica vivace con la padronanza del cantastorie, un'agilità acrobatica e l'irriverenza caustica. Si definisce uno sfigocomico, rendendo comico il proprio handicap ma tanto più ridicola e incongrua l'idea di normalità. Esilarante lo sketch sull'incubo in cui si sveglia "negro", controlla i documenti ed è anche ebreo, chiama aiuto e arriva un fidanzato, scopertosi gay si strappa i capelli ma è pelato, nel provare a telefonare ai genitori è pure muto e orfano, eccetera, eccetera, la diversità non ha limiti.
In una comicità che si interseca tra handicap, diversità e società risalta l'attualità della guerra, la deforestazione, i rischi per le popolazioni indigene, il consumo solidale.
Gli domando che ne pensa della ratifica e mi risponde che i problemi di cui si discute da venti anni, integrazione e barriere, ci sono ancora.
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