Cinquant'anni fa i marchesi Paolo e Franco Spinola donavano allo Stato la loro dimora storica genovese, diventata poi
Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, uno dei musei più affascinanti della città. Più di recente, un'altra donazione ha dato vita alla mostra
Per allumare. Argenti per la luce del '700 genovese, che inaugura giovedì 13 dicembre 2007 e sarà aperta al pubblico
fino al 9 marzo 2008.
Gli eredi di
Severino Crosa - uno dei più importanti e influenti antiquari genovesi del Novecento - hanno deciso di lasciare a Palazzo Spinola quattro candelieri punzonati Torretta, esempio nobile dell'arte argentiera genovese. Da qui trae spunto la mostra, che ha successivamente raccolto materiale, soprattutto da collezioni private: «Purtroppo la collezione di Palazzo Spinola era stata donata dalla famiglia all'Ordine dei Cavalieri di Malta - dice Farida Simonetti, curatrice della mostra insieme a Franco Boggero - mentre sono rimasti nella dimora tre enormi lampadari».
La mostra
Sono circa
ottanta le opere, tra candelieri, doppieri, lucerne, bugie,
appliques e smoccolatoi prodotti dalle botteghe genovesi tra Sei e Settecento. Portare luce quando ancora l'elettricità non esisteva, questa è la caratteristica dei pezzi in mostra. Un'area del Museo, la Sala degli specchi, in occasione dell'inaugurazione e di alcuni incontri, verrà illuminata a candela, riproponendo l'atmosfera del tempo.
Non facile il recupero degli articoli: «la gran parte proviene da case genovesi - dice Franco Boggero - che dopo un approccio un po' diffidente, hanno iniziato a chiamarci per proporre i propri pezzi. La difficoltà sta nel fatto che tante famiglie hanno pochi articoli di valore, non sono concetrati. Abbiamo dovuto fare una selezione».
Il servizio Cusani
Il pezzo da novanta è senza dubbio il
servizio Cusani, composto da una lucerna alta oltre settanta centimetri e due candelieri (questi ultimi battuti all'asta da Sotheby's), commissionata a fine Settecento da un nobile comasco ad una bottega genovese: «raccoglie il clima esoterico dell'epoca - dice Boggero - in cui a fianco dei lumi, si trovano 'lumi oscuri', rappresentati da congregazioni e riti massonici, o paramassonici. Probabilmente questi servizio - dall'iconografia del tutto particolare - era utilizzato per qualcuno di questi riti».