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Genova c'è, ma non si vede

 
La critica alla mostra di Maggiani al Ducale ha scatenato molti interventi. La discussione si sposta sulla politica culturale della città
 
eventi
Tutto è cominciato con l'e-mail che Gabriele Rossi ha inviato a mentelocale.it: Nella mostra 'Mi sono perso a Genova' Maurizio Maggiani si autocelebra. Il vero protagonista è lui, non la città, affermava Rossi.
In redazione è giunta una pioggia di commenti.
Sabato 15 dicembre è arrivata la risposta di Maurizio Maggiani.
Ma il dibattito prosegue, allargandosi anche al ruolo di Genova nel campo della cultura. Oggi vi proponiamo l'intervento di Alberto Diaspro.

Se volete dire la vostra sulla mostra fotografica di Maurizio Maggiani o sulla politica culturale genovese scrivete a redazione@mentelocale.it

Leggi il nostro articolo sulla mostra fotografica 'Mi sono perso a Genova' di Maurizio Maggiani
 
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Genova, 18 dicembre 2007
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di Alberto Diaspro
   
Bolla e Bigo
Cara Redazione,
su Maggiani ho già commentato ed onestamente trovo il bersaglio specifico un problema di chi ha scritto piuttosto che un tema generale su cui riflettere. Tuttavia, e sono partigiano perché a me piace Maggiani, credo che il punto toccato da Maurizio Maggiani sull'affrontare il tema della politica culturale della città sia estremamente interessante e utile.
Aspetto l'inizio di questa discussione premettendo che dal 1983 a oggi, per non prenderla troppo alla lontana, considero Genova culturalmente cresciuta. Genova naturalmente multietnica è cresciuta attraendo visitatori e guadagnando consensi. Ora le persone la considerano meno un punto di passaggio per andare a Firenze o Roma o in altre Città. Genova si sta guadagnando un ruolo di città di cultura, cultura e scienza.

Checché ne pensiate il Festival della Scienza eleva culturalmente Genova, la fa conoscere al di là del Festival. La fa conoscere "ai foresti" come ai genovesi. Personalmente ho trovato la Notte Bianca di Freccero e company geniale e in moltissimi l'hanno vissuta e questo rientra nel lungo lavoro da fare intorno alla Cultura. Le mostre sono di qualità a Genova, da Rubens al Cambiaso fino alla mostra Russia e URSS organizzata da Peppe Marcenaro che considero una delle cose più belle viste in giro per l'Italia. Magari non sono venuti tantissimi visitatori e le fredde classifiche lo ricordano ma chi avesse provato le tre città su Mantegna avrà avuto modo di capire quanto a Genova le cose siano realizzate bene così per chi a visitato la mostra ferrarese su Cosmè Tura.

Ora, Mantova, Ferrara, Verona, Padova, Arezzo decisamente puntano su manifestazioni del genere, più o meno riuscite logisticamente parlando, ma Genova non è indietro. Non è indietro neanche ad altre città, stenta però a uscire a farsi vedere. Se Mi sono perso a Genova di Maggiani fosse stata realizzata a Bolzano che successo avrebbe avuto e come ne avrebbe parlato il nostro critico? Sono solo appunti sparsi, qualcuno bravo o qualcuna brava provi a mettere ordine in questa interessante discussione.


Se volete dire la vostra sulla mostra fotografica di Maurizio Maggiani o sulla politica culturale genovese scrivete a redazione@mentelocale.it


Commento 1
Ciao,
mi ha incuriosito molto il dibattito nato dalla mostra di Maggiani, io non l'ho ancora vista ma a questo punto ci andró di sicuro, per vedere con i miei occhi i pro ed i contro.
Comunque mi stupisco sempre di piú di quanto noi genovesi non abbiamo fiducia nella nostra cittá. Genova è conosciuta all'estero e sicuramente gli avvenimenti degli ultimi anni, dal Festival della Scienza ai Palazzi dei Rolli, a quel fascino multietnico che molte città ci invidiano, hanno contribuito a farla conoscere ancora di più.
Genova è una città viva, in modo proprio, diversa da Milano o Torino, vi sono centri ARCI, bibliocafé, mostre, teatri sperimentali. Forse più che altro mancano le persone interessate a conoscere e frequentare tutto questo.
Sara Finocchietti
 
 
 
 
 
 
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