Proseguiamo il nostro viaggio prenatalizio all'interno dell'universo
Lizard. Due band geograficamente lontane (una è di Cuneo, l'altra di Ancona) ma legate dalla voglia matta di sperimentare e di dirigersi (ben) oltre le solite coordinate standard del "genere".
I piemontesi
Airportman si divertono a dipingere di suoni le loro visioni, che, nel caso dell'affascinante
Rainy Days, trovano anche una trascrizione lirica, allegata al CD come se fosse il bugiardino di una medicina ricostituente.
Non conosco nulla di te/eppure torno a trovarti/nei momenti più insoliti/di queste giornate/fredde e piovose e, sotto (o sopra), la musica va. Collage di chitarre, fisarmoniche, armonium, pianoforti, percussioni amalgamate alla paraphernalia di campionature e scorie elettroniche. Poi si dice che il prog guardi indietro.
Qui c'è sintonia con quanto sta accadendo in quel nuovo centro del mondo sonico che è l'Islanda dei Sigur Ròs e dell'alma mater Björk (ma anche dei recentissimi - e più pop - Soundspell). Un lungo flusso strumentale di fertili idee aleatorie tra rumorismo artistico, dissonanza creativa e poesia sotterranea. Un profondo
fil rouge che non esclude (talvolta inattese) tangenze, ascendenze e immersioni in generose sorgenti (Penguin Café Orchestra, Madredeus, David Sylvian, i King Crimson più silenti con Muir e Cross). Tra le best track l'atipico blues No Care e una serie di ballad senza parole (Reflecting, Journey, Don't Look For Me, Eve).
I
Garamond da Ancona. Eccome se ce li ricordiamo. Suonarono al CSPI per Impressioni di Settembre nel 2006: un manipolo di ragazzi che, partiti dalle Marche per Zena a bordo di un brancaleonesco furgone, raggiunsero la collinetta di Morego dopo imprevisti di ogni tipo. In piena sintonia con lo spirito della loro musica. Sì, perché tra i solchi di Garamond, l'
imprevisto - sia esso tonale o ritmico o armonico - è di casa e, paradossalmente, previsto (ma non prevedibile). Così la Lizard ha deciso di sostenerli con
Quant'altro, opera prima, che, in realtà, si presenta come unq raccolta di composizioni scritte tra il 2001 e il 2005. Nell'era di Internet, succede anche questo: si va avanti a forza di demo e, poi, appena arriva la lungimirante label sulla via di Damasco (o di Preganziol), si esce già antologizzati.
Nascono nel 2003 e presto
vengono battezzati da Elio e le Storie Tese, come gruppo spalla per la data dorica. Basta questa brevissima nota per comprendere i contenuti del CD. Gli appassionati di quel progressive frontaliero, sparso su disparati crinali (jazz, contemporanea, minimalismo, Sprechgesang e musical), non possono che gioire. Tra i numi tutelari Frank Zappa (
Omaggio al Dottor Zoidberg), Gong, Terry Riley (
Beatamente plagiati da superstizioni organizzate), Magma (
Drazil), Picchio Dal Pozzo (
Situazione angolare) e la caravana canterburiana, quasi al completo.