Un giardino chiamato Lele Luzzati

Un giardino chiamato Lele Luzzati

Genova dedica uno spazio all'artista. La Tosse organizza una mostra scenografica in suo onore. E a Capodanno c'è 'La mia scena è un bosco'

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Genova - Giovedi 20 dicembre 2007

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La Commissione toponomastica del Comune di Genova ha deliberato: gli spazi di fianco al Teatro della Tosse, recentemente recuperati dopo decenni di abbandono, si chiameranno Giardini Lele Luzzati. Un omaggio dovuto, rischiesto proprio dal Teatro per cui ha lavorato tanti anni, ad uno dei personaggi della cultura genovese più amati e conosciuti.
Ma sul finire del 2007 ci sono altre iniziative nel nome di Lele Luzzati. Lunedì 31 dicembre, presso la Sala Trionfo della Tosse, avrà luogo il tradizionale brindisi di Capodanno con lo spettacolo La mia scena è una bosco, scritto proprio dal maestro, per la regia di Tonino Conte.

Ma l'evento clou è una mostra scenografia intitolata Candido ovvero Emanuele Luzzati, allestita a tempo record nella Chiesa di Sant'Agostino. L'inaugurazione è prevista per mercoledì 26 dicembre e sarà visitabile fino al 26 gennaio 2008, nel giorno primo anniversario della sua scomparsa, quando avverrà anche la cerimonia di affissione della targa dei Giardini Luzzati.
L'esposizione Candido raccoglie le scenografie create da Luzzati negli ultimi venticinqie anni di attività. Le opere, originali, sono esposte in percorso che coinvolge lo spettatore, lo fa passare attraverso le quinte, lo porta dentro la scena, a contatto con vestiti, i pupazzi. Complice la struttura di passerelle, scale e soppalchi ideata da Alida Cappellini e Giovanni Licheri, che sembra fatta apposta per accoglie la mostra.

Candido ovvero Emanuele Luzzati è divisa in tre parti. Teatro fuori dal teatro raccoglie lavori legati a spettacolo come La leggenda aurea o I tarocchi. In Luzzati e la musica si incontrano gli spettacolo Opera buffa, Candido (che verrà ripreso dalla Tosse nel 2008), La mia scena è un bosco. Infine, in Luzzati per il Teatro della Tosse, una raccolta di immagini del fotografo Giorgio Bergami, testimone diretto della storia del Teatro della Tosse e del quarantennale connubio tra Luzzati e Tonino Conte. «Ho conosciuto Luzzati quando avevo sedici anni e non ero nessuno - dice Bergami - ma lui mi ha aiutato moltissimo, mi ha trattato da subito come un professionista. Il primo lavoro insieme è del 1953, fotografai le sue ceramiche esposte in una nave».

La Compagnia di San Paolo, che ha sostenuto l'iniziativa, porterà la mostra anche a Torino. È di Massimo Civica, direttore della Tosse, il messaggio più efficace: «Lele Luzzati ha lasciato un'eredità nella carne di questo questo teatro - dice - le persone che qui lavorano e che hanno potuto averlo come maestro, portano avanti una tradizione artigianale». Tutti ringraziano lo staff per aver reso possibile una mostra così imponente in tre settimane appena: «una cosa unica. In altre città ho aspettato lo stesso tempo per ricevere un praticabile traballante».

Daniele Miggino

Spettacoli Teatro