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Morettini: «i giovani nel 2008»

 
Č tra i volti nuovi della giunta Vincenzi. L'assessore alle politiche giovanili si racconta. I progetti per il futuro e Jeff Buckley
 
   

     
Genova, 2 gennaio 2007
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di
Daniele
Miggino
   
È tra i volti nuovi della politica genovese, anche se il suo impegno non è certo recente. Chi come me ha frequentato la facoltà di Filosofia a Genova lo ricorda quando era assistente di Giulio Severino, docente di Filosofia della Storia. Nel 2001 è stato tra i promotori del Genoa Social Forum. Poi la lunga esperienza nell'Arci. Oggi Massimiliano Morettini è assessore alle politiche giovanili del Comune di Genova, nominato nella giunta di Marta Vincenzi. Dopo otto mesi di mandato, sul finire di questo 2007 che ha sancito la fine del decennio targato Pericu, abbiamo fatto due chiacchiere con lui.
Intanto diciamo che ama Jeff Buckley, cantante americano annegato giovanissimo in un affluente del Mississippi nei dintorni di Memphis. «Grace è il mio album preferito», dice. Altra passione, i romanzi di James Ellroy - «aspetta che sto guardando nella libreria, eccolo, American Tabloid» - e tutti i film di mafia: «Il Padrino, Quei bravi ragazzi, ma in generale mi piace tutto il genere».

E questo nuovo lavoro? Il 2007 è stato un periodo di assestamento, di studio. «Da troppo tempo il Comune di Genova non prendeva in considerazione seriamente le politiche giovanili. La delega esisteva, ma non una struttura. Non si era investito molto». C'era da impostare un lavoro, da stendere nuove linee. «Ho cercato di superare il concetto di politiche giovanili come sinonimo di cultura e tempo libero. Sto tentando fare il possibile per rendere autonomi i giovani». Come? «Facilitando l'uscita di casa, lo studio, l'affitto di un appartamento, l'accesso al credito».

Ma ci sono anche situazioni drammatiche: «registriamo un aumento forsennato della prostituzioni minorile, soprattutto di ragazze provenienti dall'Est europeo». Ma non solo: «non vorrei usare frasi fatte, ma è la cultura edonistica imperante a provocare fenomeni come quello di cui sono venuto a conoscenza: ragazzine di tredici-quattordici anni, italiane e residenti in quartieri disagiati, che si prostituiscono per quei trenta euro necessari ad andare in discoteca».

Dopo le recenti critiche del New York Times e del Times all'Italia ci vediamo vecchi, tristi e poveri. E la Liguria è la regione più vecchia del paese. Cosa ne pensi? «Non mi piace fare discorsi generazionali. Conosco giovani che hanno una mentalità da ottantenni. Senza dubbio, però, negli ultimi trent'anni sono cambiate molte cose, e c'è una profonda difficoltà a capire le problematiche dei giovani».

Il 2008 vedrà l'avvio di alcuni progetti pensati in questi mesi. Il primo riguarda il microcredito: «con la costituzione di un fondo finanziario vogliamo agevolare i ragazzi che hanno bisogno di piccole cifre, ma importanti per porre alcune basi della propria vita: come pagarsi un master o una macchina fotografica, se uno vuol fare il fotografo».
Poi c'è il piano di social housing: «molti anziani vivono soli in grandi appartamenti, e avrebbero anche bisogno di compagnia, come è venuto fuori da un articolo sul Secolo XIX qualche mese fa».
Infine, una festa dei diciott'anni. «Sarà una sorta di "benvenuto in città" per chi raggiunge la maggiore età. Circa cinquanta iniziative che coinvolgono esercizi commerciali, teatri, l'Acquario. Con un grande concerto musicale». E ancora: «vogliamo riprendere iniziative come la Green Card, supportare con sgravi fiscali chi investe in alcune zone franche della città».

Un punto su cui battiamo il chiodo da tempo: spazi per la musica. «Sto cercando insieme ad Urban Lab un luogo adatto, una fascia di mezzo tra il Milk e il Mazda Palace, cioè quello che manca a Genova. Un posto dove fare musica, arte, teatro. Basta poco, sostanzialmente uno spazio e un palco». Secondo l'assessore dovrebbero confluire in questo spazio anche le inziative legate alla Bag (Borsa Arte Giovani), che finora si sono svolte alla Loggia della Mercanzia di piazza Banchi: «mentre la Loggia ospiterà l'Urban Center».

Altro tema: la movida. Tra i nostri lettori si scatenata la bagarre. C'è chi dice che il movimento ha fatto tanto bene alla città, e chi ne ha scatole piene perché in centro storico ci abita. Noi abbiamo sempre difeso la rivitalizzazione della città vecchia, ma oggi forse bisogna riflettere su come andare avanti. Cosa ne pensi? «È un fenomeno di moda. E l'offerta si è appiattita sul lato commerciale. Penso che i giovani vadano lì anche perché non ci sono molte alternative e che ci sia da ripensare un modello che allarghi gli orizzonti: Porto Antico, Ponte Parodi, la zona di Prè. E poi dobbiamo anche uscire da un certo provincialismo per cui a Genova non possono esserci tre cose diverse nella stessa sera che sembra subito un conflitto».

Anche se non dipende direttamente dal tuo assessorato, i voli low cost sono un forte incentivo allo spostamento dei giovani. Genova da questo punto di vista è in una situazione drammatica. «Penso ci sia un problema generale dell'aeroporto. Non mi pare sia colpa dei genovesi, quando ho preso il volo per Londra era sempre pieno. Forse i low cost non sono così attrattivi per il nostro scalo».
Appunto, è questo il problema.
 
 
 
 
 
 
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