Dopo il recente film di
Silvio Soldini, Genova torna ad essere un set. Questa volta non si tratta di un lungometraggio o di un video musicale, ma di
uno spot. Passando per
piazza Matteotti mi sono imbattuto in persone che interloquivano in una lingua a me sconosciuta. Incuriosito, ho fatto finta di niente e li ho seguiti. Ci siamo fermati poco lontano, in
salita Pollaiuoli. Mentre loro la imboccavano, io sono stato fermato da un vigile urbano. «Che succede?», chiedo. «Potresti aspettare un attimo? Stanno girando uno spot pubblicitario per
Vodafone Ungheria». Mi rassegno ad attendere e mi godo lo spettacolo in anteprima.
Ciak, si gira! Davanti al
Caffè degli Specchi un gruppo di avventori sorseggia tranquillamente un caffè, il cameriere che li serve alza il braccio e saluta l'autista di una vecchia
Fiat 500 rossa proveniente da
Canneto il Lungo. Un giovane sale verso Palazzo Ducale. Stop!
Tutti gli interpreti scappano e si rifugiano dentro la caffetteria. Il tempo è inclemente. Zero termico con pioggia e vento accompagnano la produzione. Manca solo la neve.
A dire il vero in alcune zone della città è apparsa, procurando anche qualche disagio. «Sono venuti a girare nei pochi giorni dell'anno in cui si congela. Così si sentono a casa!», azzarda qualcuno. Ironia genovese.
Finalmente posso passare, ne approfitto per un caffè e per fare qualche domanda. Non che sappia il magiaro, ma il vice-regista e alcuni interpreti sono italiani. «Come mai avete scelto proprio Genova?», chiedo. «Perché il testimonial della
Vodafone Ungheria è
Tamas Kasas, pallanuotista ungherese che gioca nella Pro Recco». Ma è tempo di una nuova ripresa. Esco.
Vico Lavezzi, i
Giustiniani,
San Donato e le
Erbe: faccio il giro per non disturbare il regista. Sbuco da
Canneto il Lungo, proprio dietro al tubo di scarico della Fiat 500.
Mi avvicino al mezzo, ma vengo giustamente fermato per non intralciare la scena. Guardo il tutto da una nuova prospettiva, questa volta mi concentro sull'autista e sul suo saluto al cameriere. Un particolare che dalla posizione precedente non avevo notato. Mi accosto ad un banco di frutta e verdura per scattare una foto: l'auto riempie il vicolo. Una nuova interruzione, questa volta per visionare il girato. Il freddo è tagliente e un caffè, per il momento, è più che sufficiente.