Bene,
anche la Panteka chiude la serranda.
È fantastico, in poco meno di due lustri
la città ha praticamente serrato se stessa.
Ehi, calma, che stai dicendo? Negli ultimi anni hanno aperto una trentina di locali nuovi nel centro storico. Esatto, li avete visti? C'è in giro un architetto che vampirizza i quartieri antichi delle città, se c'è qualcuno che sa come si chiami e dove si trovi me lo dica...
Questi nuovi locali sono tutti uguali, completamente privi d'anima, di spirito, di calore umano e oltretutto ti calcolano il
bonus dell'arredamento di Muji sul vino e sulle trenette.
Ormai a Genova si spende come a Manhattan, con la differenza che gli stipendi sono quelli di Secondigliano.
Premetto che alla Panteka non ci ho mai suonato, ma ci andavo quando c'erano Quaglia e Picetti (dio ce lo conservi in salute per altri centanni), c'era un pianoforte e studenti e giovani musicisti che facevan flanella e aurora fra i tavoli di legno e qualche birra a buon prezzo.
Ma prima che togliessi il disturbo da questo bozzolo che continuiamo a chiamare città,
a cavallo tra le Colombiane e il G8 qualcosa c'era. Si suonava al
Mister Do, un ex convento in zona Nunziata: nei primi anni Novanta era un punto di riferimento unico nella città.
Son passati
gli Avion Travel, Giorgio Conte, la Puerto Escondido Orchestra, Mimmo Locasciulli, tutti i jazzisti e le band e i cantautori genovesi e me ne dimentico parecchi. E poi c'era
La Madeleine, dove si suonava tutte le sere (quando c'erano i pusher si stava benissimo, poi sono venuti gli avvocati e gli architetti a rompere i coglioni e a far chiudere i locali...),
La Cittadella, un bar che non ricordo come si chiami in vico della Neve, e poi Gigi Picetti con
Le Antiche Cappe Rosse prima e l'
Ostaja di Banchi poi (speriamo che tenga). Avevano utilizzato perfino le
Cisterne di Palazzo Ducale per fare musica dal vivo.
E adesso?
Non vorrei fare il
laudator temporis acti, come diceva il mio prof di latino, ma avete visto ad esempio
cosa è diventato il vecchio ristorante toscano che c'era in piazza San Matteo? Un covo di fighetti che scende nel centro storico dai quartieri bene il venerdì sera. Quando ci abitavo io sarebbero durati tre minuti, da quelle parti se la sera sgozzavano qualcuno, la mattina dopo si diceva che era morto di cause naturali...
Faccio il cantautore da quegli anni là, suono in tutta Italia, giuro, in tutta Italia, da Bolzano a Siracusa, ho suonato in Grecia, Germania, Francia, Svizzera, in grandi città e piccoli buchi di culo dove comunque un posto per fare musica dal vivo esiste.
L'unico luogo in cui faccio fatica a trovare uno straccio di concerto è Genova. Ma non importa, lasciamo che chiuda pure la Panteka.
Abbiamo una giunta nuova che sicuramente prenderà in considerazione questa decadenza ineluttabile e nemmeno troppo lenta, e certamente userà tutti i mezzi a disposizione per combatterla! Una delle poche cose per cui Genova è conosciuta all'estero sono i cantautori,
sembra che chi decide gli eventi culturali della città non solo non li consideri, ma quasi se ne vergogni.
Pazienza, il mondo è grande. Peccato però, perché in questa città soffia un vento strano, si respira un'aria particolare, s'incontrano persone uniche, che altrove è difficile solo immaginare. Ma non preoccupatevi, è quasi tutto a posto. Tra pochissimo non ci sarà più nulla del genere. Auguri.