Non chiudono solo
Logo Loco e
Panteka: anche delle
Antiche Cappe Rosse - scendendo da piazza Sarzano attraverso vico dietro il Coro di San Salvatore - potrete trovare solo la vecchia insegna. «Non ci piace più - scherza
Pablo Renzi, gestore del circolo Arci insieme a
Marzia Giorgi - abbiamo deciso di farne un'altra. Per il momento resterà lì».
«Abbiamo chiuso a metà luglio - continua - l'ultimo colpo lo abbiamo sparato la sera della
notte bianca». Come per
Polena e Panteka,
i problemi sono venuti dal contratto di affitto. «Scaduti i primi sei anni - confida - la proprietaria del locale non ci ha rinnovato la locazione e così
abbiamo dovuto cercare un'altra sistemazione».
È bene ricordare, però, che le
Cappe Rosse riapriranno poco più distante, in vico del Dragone. «Per riaprire - dice Pablo - ci manca solamente la valutazione di impatto acustico. Il locale era già in buone condizioni, ma noi
stiamo cercando di personalizzarlo ricreando la vecchia atmosfera. Il nuovo spazio è molto grande - continua - pensavamo addirittura a rappresentazioni teatrali. Ovviamente ci saranno
i giochi di società, le cene e le gite. In definitiva - conclude - vorremmo riprendere tutte le iniziative che già avevamo avviato nel vecchio locale. E mettere anche il calcetto. Insomma,
ci stiamo ispirando allo stile dei vecchi bar genovesi».
Lavori in corso, quindi. «Sì, - risponde - speriamo di essere attivi al più presto. Abbiamo molte idee in cantiere, mancano solo le carte per aprire».
Sotto la chiesa di piazza Sarzano sin dai tempi della conduzione di
Gigi Picetti e ricavato nelle cosiddette mura del Barbarossa, dopo 25 anni sparisce un altro pezzo storico della notte genovese. «Con noi - mormora Pablo - le
Cappe Rosse cambiano casa per la prima volta. Io avevo cominciato a frequentarlo proprio quando c'era Gigi: uno spettacolo! A quei tempi - primi anni '90 - il locale era in realtà una cantina,
un posto alternativo dove se portavi una chitarra potevi strimpellare quello che volevi. I menù erano scritti a mano e c'era tanta ironia. Si racconta addirittura che il locale abbia tenuto a battesimo la nascita dei
Sensasciou. Nel 2002 - conclude - la gestione precedente la nostra aveva compiuto dei lavori di ristrutturazione. E nell'ottobre del 2006 siamo arrivati noi».
A seguito della chiusura della Panteka, sulle pagine di mentelocale.it si è scatenato un
acceso dibattito sulla movida e in generale sui luoghi dedicati alla musica in città. Qualcuno si è lamentato per insufficienza di spazi, altri per mancanza di pubblico.
Mancano posti o persone? «Anche se pochi, gli spazi effettivamente ci sono. Sono molti però i fattori da considerare. Se il pubblico latita, i motivi possono essere diversi.
Dipende da chi suona, il prezzo e anche l'orario. Capisci che se un concerto inizia all'una di notte, il pubblico è già disincentivato in partenza».
E nelle nuove
Cappe Rosse ci sarà
spazio per musica dal vivo? «Penso proprio di sì. Dato che il locale si trova al piano terra di un condominio, rispetto a prima saremo un po' meno sciolti, ma cercheremo ugualmente di organizzare serate musicali».