La passione per la fotografia si è impossessata di Anna quando lei era una teenager: sedici anni, la macchina a pellicola di papà e tanta voglia di imparare. Anna Positano oggi ha ventisei anni e ha trasformato un hobby in qualcosa di serio: «grazie all'incontro con Matteo Casari della label ho seguito e documentato con i miei scatti i live di band la cui musica è molto lontana dal genere Festival di Sanremo», scherza Anna.
«Per la mia prima mostra personale non ho scelto le foto degli artisti più famosi. Il tema è la rumorosità, la musica sudata». L'esposizione di Anna è a cura del fotografo genovese Alberto Terrile: «ho studiato all'Accademia Ligustica di Belle Arti, e lì mi hanno consigliato di seguire il corso Dai sali d'argento ai pixel, che Terrile tiene presso il Centro Polivalente Sivori. Grazie a Terrile ho imparato a dare spazio alla mia creatività e per me è cambiato il punto di vista da cui partire per scattare una foto. E poi lui è una persona davvero divertente: le sue lezioni assomigliano ad uno spettacolo di cabaret».
Ma torniamo alla mostra: «il titolo, The loud bunch, è una variazione sul tema del wild bunch, ovvero il mucchio selvaggio». La scena musicale indipendente è così: un "mucchio rumoroso" di artisti. Anna ha ritratto i loro volti e i loro corpi contratti. Ci sono le band genovesi Ex Otago, Eat the rabbit e Blown paper bags. Ma ci sono anche artisti internazionali come A hawk and a hacksaw e le americane Partyline. Gran parte dei concerti documentati da Anna hanno avuto luogo al Laboratorio Buridda.
Giovedì 17 gennaio la mostra chiude i battenti. Durante il finissage non mancherà ovviamente la musica: a partire dalle 18.30 ci sarà il live set di Rocktone rebel.