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Andrea Jublin
Andrea Jublin
 

Andrea Jublin da Genova agli Oscar

 
L'unico regista italiano nominato all'Academy Awards ha studiato allo Stabile. E nel suo corto recita l'attrice Lisa Galantini. L'intervista
 
   

     
Genova, 24 gennaio 2008
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di
Daniele
Miggino
   
Ragazzi oggi parliamo di Oscar, mica cotica. Il fatto è che, come si sa da un paio di giorni, dopo l'esclusione di Tornatore dalle nomination, a rappresentare l'Italia nella notte delle stelle ci sarà un giovane regista, Andrea Jublin. Il suo cortometraggio Il Supplente (guarda il video) è stato selezionato per la categoria Best short acts. Lui il 24 febbraio volerà a Los Angeles. Fino ad allora, dita incrociate. E siccome le congiunzioni astrali esistono, a recitare nel lavoro di Jublin troviamo Lisa Galantini. Lo so, lo so che è il secondo giorno di seguito che vi parliamo di Lisa, ma che ci possiamo fare se sta a fa er botto? L'attrice pisana adottata da Genova sta infatti girando la fiction La Squadra per la Rai. Li abbiamo sentiti.

Allora? Come ci si sente? «Sono veramente molto contento - dice Andrea - Il supplente è un piccolo film ma molto sentito. Una bella commedia, che fa ridere e piangere allo stesso tempo, con una trama molto drammatica». Ambientato in una classe scolastica, il corto racconta parallelamente i turbamenti adolescenziali e quelli che a volte prendono anche gli adulti. Scritto per un concorso di SkyLab e prodotto da Sky Cinema, Il supplente ha vinto vari titoli, tra cui l'Aspen Shortsfest che gli ha dato l'accesso alle selezioni per gli Academy awards.
Andrea, 37 anni, è di origine torinese e artisticamente proviene dall'ambiente dell'autoproduzione: «Il primo lungometraggio l'ho girato nel 2000 nella mia cantina, con la telecamera che usavo per le vacanze», dice. Poi altri due corti: Coraggio. Coraggio. Coraggio e Grazie al cielo. In questi giorni la svolta che potrebbe cambiargli la carriera.

Che farai in questo mese, aspettando il verdetto? «Sto scrivendo il mio secondo film, che verrà prodotto da Indiana - prosegue Jublin - una sorta di commedia on the road. È la storia di uomo che già nella primissima scena capisce di avere sbagliato tutto nella vita e cerca di tornare indietro. Molla moglie, amici, lavoro e corre dalle persone care dell'infanzia. I temi sono quelli della scelta, della libertà, di sentieri che si prendono nella vita quando non dovremmo». Anche questa è una commedia, dolce e amara, all'italiana: «il genere che mi appassiona di più e l'unico per cui riesco a scrivere», dice Andrea. I suoi punti riferimento? «Quelli bravi», dice e cita Moretti, Allen, il genovese Gassman, ma anche Tornatore: «il suo La sconosciuta (escluso dagli Oscar n.d.r.) è bellissimo».

A proposito di Genova. Andrea ha vissuto sotto la Lanterna per molti anni, frequentando la Scuola del Teatro Stabile. «Ero in classe proprio con Lisa Galantini». E qui arriviamo a Lisa, che dopo aver affrontato la sfida della Tv si trova catapultata nientemeno che agli Oscar: «pure Jack Nickolson (uno dei membri nella giuria n.d.r.) mi vedrà recitare». Un periodo al massimo, no? «Sì, quando mi ha chiamato Andrea per dirmi questa cosa continuavo a gridare: non ci credo! Non ci credo! Arrivare tra i finalisti è già una vittoria. In qualche modo rappresenti l'Italia, e per di più con una piccola produzione, costata relativamente poco». Un bel messaggio per il cinema italiano. Chiedo a Lisa, com'è lavorare con Andrea? «Innanzitutto siamo grandi amici, io ho recitato in tutti i suoi lavori - dice - e sono convinta sia l'erede della migliore tradizione della commedia all'italiana. Insomma, ci punterei, ma non sono l'unica. E poi, è un uomo meraviglioso». E Andrea ricambia: «Lisa è un'attrice straordinaria, a livello italiano oggi è una delle più importanti».

Insomma Andrea, cosa ti aspetti dal futuro? «Di poter raccontare le storie che ho voglia di raccontare. È diventato difficilissimo, non solo in Italia. Nel nostro paese, poi, si producono 50/60 film all'anno: che spazio ci può essere per gli emergenti?».
 
 
 
 
 
 
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