Ragazzi oggi parliamo di Oscar, mica cotica. Il fatto è che, come si sa da un paio di giorni, dopo l'esclusione di Tornatore dalle nomination, a rappresentare l'Italia nella notte delle stelle ci sarà un giovane regista,
Andrea Jublin. Il suo cortometraggio
Il Supplente (
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Best short acts. Lui il 24 febbraio volerà a Los Angeles. Fino ad allora, dita incrociate. E siccome le congiunzioni astrali esistono, a recitare nel lavoro di Jublin troviamo
Lisa Galantini. Lo so, lo so che è il secondo giorno di seguito che vi parliamo di Lisa, ma che ci possiamo fare se sta a fa er botto? L'attrice pisana adottata da Genova sta infatti girando la fiction
La Squadra per la Rai. Li abbiamo sentiti.
Allora? Come ci si sente? «Sono veramente molto contento - dice Andrea -
Il supplente è un piccolo film ma molto sentito. Una bella commedia, che fa ridere e piangere allo stesso tempo, con una trama molto drammatica». Ambientato in una classe scolastica, il corto racconta parallelamente i turbamenti adolescenziali e quelli che a volte prendono anche gli adulti. Scritto per un concorso di SkyLab e prodotto da Sky Cinema,
Il supplente ha vinto vari titoli, tra cui
l'Aspen Shortsfest che gli ha dato l'accesso alle selezioni per gli Academy awards.
Andrea, 37 anni, è di origine torinese e artisticamente proviene dall'ambiente dell'autoproduzione: «Il primo lungometraggio l'ho girato nel 2000 nella mia cantina, con la telecamera che usavo per le vacanze», dice. Poi altri due corti:
Coraggio. Coraggio. Coraggio e
Grazie al cielo. In questi giorni la svolta che potrebbe cambiargli la carriera.
Che farai in questo mese, aspettando il verdetto? «
Sto scrivendo il mio secondo film, che verrà prodotto da Indiana - prosegue Jublin - una sorta di commedia on the road. È la storia di uomo che già nella primissima scena capisce di avere sbagliato tutto nella vita e cerca di tornare indietro. Molla moglie, amici, lavoro e corre dalle persone care dell'infanzia. I temi sono quelli della scelta, della libertà, di sentieri che si prendono nella vita quando non dovremmo». Anche questa è una commedia, dolce e amara, all'italiana: «il genere che mi appassiona di più e l'unico per cui riesco a scrivere», dice Andrea. I suoi punti riferimento? «Quelli bravi», dice e cita Moretti, Allen, il genovese Gassman, ma anche Tornatore: «il suo
La sconosciuta (escluso dagli Oscar n.d.r.) è bellissimo».
A proposito di Genova.
Andrea ha vissuto sotto la Lanterna per molti anni, frequentando la Scuola del Teatro Stabile. «Ero in classe proprio con Lisa Galantini». E qui arriviamo a Lisa, che dopo aver affrontato la sfida della Tv si trova catapultata nientemeno che agli Oscar: «
pure Jack Nickolson (uno dei membri nella giuria n.d.r.) mi vedrà recitare». Un periodo al massimo, no? «Sì, quando mi ha chiamato Andrea per dirmi questa cosa continuavo a gridare: non ci credo! Non ci credo! Arrivare tra i finalisti è già una vittoria. In qualche modo rappresenti l'Italia, e per di più con una piccola produzione, costata relativamente poco». Un bel messaggio per il cinema italiano. Chiedo a Lisa, com'è lavorare con Andrea? «Innanzitutto siamo grandi amici, io ho recitato in tutti i suoi lavori - dice - e
sono convinta sia l'erede della migliore tradizione della commedia all'italiana. Insomma, ci punterei, ma non sono l'unica. E poi, è un uomo meraviglioso». E Andrea ricambia: «Lisa è un'attrice straordinaria, a livello italiano oggi è una delle più importanti».
Insomma Andrea, cosa ti aspetti dal futuro? «Di poter raccontare le storie che ho voglia di raccontare. È diventato difficilissimo, non solo in Italia. Nel nostro paese, poi, si producono 50/60 film all'anno: che spazio ci può essere per gli emergenti?».