«Tra poco sorgerà un centro per la creatività a Palazzo Ducale». A dare la notizia è
Luca Borzani, ex assessore alla Cultura del Comune di Genova, oggi impegnato nella costruzione della
Fondazione per la Cultura, un organismo nuovo che dovrebbe rilanciare e stimolare l'offerta culturale della città. Il contesto è quello della tavola rotonda
Forum creatività giovane, organizzato presso l'Accademia di Belle Arti da Artu (che organizza il festival di danza urbana
Corpi Urbani e
Linkinart, a cui hanno partecipato varie associazioni culturali che operano sul territorio. «Il problema di Genova non è quello della mancanza di spazi - ha detto Borzani - bisogna far funzionare bene quelli che ci sono».
Le associazioni chiamate ad esprimere le proprie esigenze - dalla
Compagnia Waltersteiner a
Metrodora, dal
Teatro Scalzo al
Buridda, da
Echo art a - si sono concentrate, nei propri interventi, sul problema del confronto con le istituzioni, sulle difficoltà di progettare e coordinare iniziative in totale autonomia. E anche sul problema dello spazio: «finalmente avremo un luogo dove fare le nostre cose - dice un attore del Teatro Scalzo - peccato che abbiamo dovuto vendere casa per acquistarlo». E mentre
Clemente Tafuri della Compagnia Watersteiner illustra la differenza tra chi fa prodotti per il mercato e chi sperimentazione: «per cui non c'è la sicurezza né del risultato, né del tempo necessario alla ricerca», dice,
Metrodora esprime il disappunto per una città che ha poca considerazione per il rock di casa nostra.
«Dopo l'esperienza della Bag - dice
Emilia Marasco, direttore dell'Accademia che modera l'incontro - che doveva essere un primo passo verso una strategia di sviluppo delle attività creative del territorio, è sorta l'esigenza di creare una rete di tutte le realtà che si occupano di cultura. Il cambio dell'amministrazione genovese ha prodotto un rallentamento nel dialogo con le istituzioni, e la paura è quella di dover ricominciare sempre daccapo. Nei propositi di questo incontro c'è l'idea che diventi un appuntamento periodico, un forum permanente».
Anche il nuovo assessore alle politiche giovanili del Comune,
Massimiliano Morettini, ha partecipato alla tavola rotonda. «Sono temi questi su dibattiamo da tanti anni - dice - nel nostro paese vige una sorta di analfabetismo verso la cultura contemporanea: fatica ad essere accettata. Io propongo di darci un appuntamento per discutere quali sono le condizioni per poter consolidare le realtà emergenti, e quali invece vanno rimosse perché la ostacolano». Tra le proposte di Morettini, la creazione di un centro - una
factory - dove si possa fare formazione per i mestieri dell'arte. Non solo, «si sta siglando un accordo in questi giorni per rivitalizzare alcune zone del centro storico, come la Maddalena. L'intento è quello di uniformare le attività commerciali a quelle attività culturali». Infine, grazie a un accordo con le Ferrovie dello Stato, verranno messi a disposizione di writer, tagger e street artists alcuni sottopassi.
Ma gli operatori sono spesso sfiduciati. Come
Andrea Piccardo di Archphoto. «Io ho accettato l'idea di andarmene da Genova, sono rientrato solo tre anni fa. Ma di fronte alle politiche culturali odierne, il rischio è quello dell'abbandono. Manca la speranza». Diversa l'idea di
Davide Ferrari, di Echo Art. «Io sono un privilegiato, da 25 anni facciamo cultura e le nostre iniziative - tra cui il Festival del Mediterraneo - sono organizzate in gran parte con finanziamenti pubblici. Il problema di Genova, però, è che
ci comportiamo come fossimo a New York, c'è una disgregazione totale tra gli operatori culturali, ognuno bada al proprio praticello. Prima di chiedere, è necessario capire cosa vogliamo fare, chi vogliamo essere. Alla lunga la coerenza paga». C'era anche una rappresentanza del
Laboratorio Sociale Buridda: «essere stati invitati qui per noi è già una vittoria - dicono - spesso non veniamo considerati, nonostante abbiamo organizzato oltre trecento concerti, perché la nostra collacazione è illegale». Il Buridda, infatti, è nato dall'occupazione dell'ex Facoltà di Economia di Genova, in via Bertani: «per tanto tempo abbiamo chiesto un posto, poi ce lo siamo preso».
C'eravamo anche noi di mentelocale.it all'Accademia, e conoscendo i problemi, le attività, le storie di tutte le associazioni, ci siamo proposti come luogo dove scambiare opinioni, idee, progetti, perché no, critiche. La 'capa' Laura Guglielmi ha spiegato come mai il nostro paese è sempre più sordo alle richieste dei giovani: «l'80% del potere nel nostro paese è in mano a persone con più di cinquant'anni», consigliando di leggere il libro
L'Italia spiegata a mio nonno, «illuminante per capire la situazione odierna».
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