A pensarci bene, quella tenda arancione che si allunga sul dehors del locale tra un atrio e l’altro di Palazzo Ducale, è diventata un'icona di Genova. Chi riuscirebbe oggi ad immaginarsi il Palazzo senza mentelocale alzi la mano.
E poi, quel logo con la m chiusa in un cerchio è diventato sinonimo di informazione culturale in Liguria. In sette anni mentelocale.it è diventato il webmagazine più letto in Liguria, e la comunità che abbiamo creato conta ormai decine di migliaia di persone.
Perché diciamo questo? Perché oggi c’è un annuncio importante da fare. Chi ci conosce bene sa che il progetto dei cugini Eugenio e Paolo Musso, partito nel 2000, era creare un punto d'incontro sia fisico che virtuale, costruire intorno alla convivialità e al web una comunità curiosa e attenta agli eventi culturali della città. mentelocale café e mentelocale.it sono nati così: un bar e un portale, aperitivi e news online, tutti sotto lo stesso tetto, parte della stessa famiglia. Ha funzionato, e bene anche.
Oggi queste due anime sono cresciute molto, sono pronte per diventare adulte e indipendenti. Partendo dall'esperienza di Palazzo Ducale, mentelocale café raddoppia, anzi triplica. Sta infatti per nascere un network di caffetterie che si estende a Palazzo Reale e Palazzo Rosso.
Il nome della rete - con cui verrà ribattezzato anche il locale del Ducale - è m.café.
Il primo atto è l'inaugurazione - giovedì 14 febbraio 2008 - del m.café di Palazzo Reale. Il locale opererà in una prima fase per quattro mesi, ovvero la durata della mostra Valerio Castello 1624-1656. Genio Moderno, che apre proprio giovedì. Il servizio è di caffetteria classica: colazioni, panini e apertivi, nell'orario di apertura del Museo.
In via Garibaldi, invece, da aprile nascerà in pianta stabile l'm.café di Palazzo Rosso. Oltre alla caffetteria, nel museo di Strada Nuova verrà riproposta un’altra formula vincente sperimentata negli anni: il pranzo a buffet. A garanzia di qualità il fatto che tutto verrà comunque controllato dal locale centrale della rete m.café, che rimane quello del Ducale.
«Già nel 2000 avevamo colto l’esigenza di rinnovamento e di rivitalizzazione dei contenitori culturali in Italia - dicono Eugenio e Paolo - Era importante renderli più sexy, attrattivi. In questi anni siamo evoluti, passando anche attraverso periodi difficili. Ma le difficoltà ci hanno fatto da pungolo per escogitare soluzioni che si sono rivelate vincenti».
A Palazzo Ducale si sono sperimentate molte cose nuove. «È stata la concretizzazione di un nuovo concetto di caffetteria museale, che non è più solo rivolta ai visitatori del museo, o di qualsiasi altro contenitore, ma mira a portare visitatori nuovi». Non a caso sia l’m.café di Palazzo Reale che quello di Palazzo Rosso hanno entrate dirette dalla strada: «l’idea è creare un anello di congiunzione tra il Museo e ciò che sta fuori», proseguono.
E nonostante il problema più grande di questo tipo di impresa sia la lontananza dal fronte commerciale, cioè dalla strada o dalla piazza, se si fanno le scelte giuste si viene ripagati. «Dal 2000 oggi a Palazzo Ducale abbiamo triplicato il fatturato. I commercianti sono sempre un po’ diffidenti verso questi locali, ma bisogna adattarsi, capire la situazione e inventarsi cose nuove. E poi questi Palazzi sono straordinari, hanno un impatto incredibile, potenzialità enormi».
L'altra parte dell’evoluzione riguarda proprio mentelocale.it, che dopo anni di gavetta è ormai pronto ad affrontare il mondo dei media a testa alta. «Per tutti questi anni è stata la parte di cosiddetta old economy dell'azienda a fare da traino, il decollo del magazine dal punto di vista commerciale è stato più lento, anche a causa di un ritardo culturale del nostro paese nei confronti del web. Ma oggi sappiamo che ci sono grandi potenzialità per noi in questo campo, mentelocale.it non ha più bisogno della stampella per reggersi da solo». Insomma, cosa dobbiamo fare ancora per stupirvi?