Se non si candiderà alle prossime elezioni politiche di aprile, come vorrebbe Walter Veltroni, arriverà al Teatro dell'Archivolto con la scorta. Roberto Saviano - scrittore diventato di culto nel 2006 quando ha pubblicato il suo primo libro, Gomorra (Mondadori, 2006) - sarà alla prossima edizione di Lunedì FEG // Le parole tra noi. Conversazione sui libri della vita, organizzata dalla Fondazione Garrone. Nel caso lo scrittore dovesse accettare l'invito politico gli organizzatori lo sostituiranno. Nel frattempo è lui l'ospite più atteso. La rassegna si apre il 18 febbraio con Marco Travaglio, altro giornalista diventato famoso per i suoi saggi d'accusa e ormai volto noto in TV. Nella seconda serata (3 marzo) arriva l'attrice Lella Costa, la terza è quella di Saviano (17 marzo), la quarta e ultima è protagonista lo scrittore Vincenzo Cerami (31 marzo). Gli incontri saranno condotti come in passato da Giovanna Zucconi e si svolgeranno al teatro di Sampierdarena in forma di chiacchierata. Giorgio Gallione ha curato il contorno scenico delle serate, con letture di attori.
Si diceva di Saviano, la cui parabola editoriale è piombata nell'attualità due anni fa come un fulmine a ciel sereno. Una vera botta. Giovane, deciso, coraggioso, in una parola: bravo. Gomorra è un libro illuminante e crudele, acuto e straziante. Nel 2008 è arrivato a vendere un milione e duecentomila copie: un miracolo. Si legge come un romanzo e informa come un'inchiesta.
Il punto fondamentale evidenziato dalle sue ricerche è quanto la camorra oggi sia un meccanismo quasi perfetto, economico e sociale, antitetico eppure mischiato con la faccia pulita dell'economia. Inquietante quando spiega i meccanismi che fanno marciare a pieni giri il Sistema camorristico, come lo chiama lui.
Chi si aspettava il silenzio dopo aver lanciato un macigno nello stagno, si sbagliava. Dopo aver scosso le menti dei lettori è andato in piazza a cercare di animare le coscienze dei cittadini. Risultato: vive blindato dal 13 ottobre 2006. Forse parlerà proprio di questo a Genova, di come il suo libro d'esordio gli abbia cambiato la vita più di ogni altra cosa.
Il senso della rassegna, infatti, è proprio questo: guardare le vite di persone note attraverso i libri che le hanno segnate, «perché - dice Giovanna Zucconi - conoscendo i libri che si sono letti, amati o anche rifiutati, escono fuori pezzi di vita, anedotti, come quello raccontato da Dacia Maraini lo scorso anno, quando raccontò della sua infanzia in un campo di concentramento in Giappone, dove la sua famiglia era fuggita».
Scopriremo il 18 febbraio quali sono stati i libri preferiti di Marco Travaglio. Di certo lui ne ha scritti tanti. A cominciare dal primo, intitolato Storia del razzismo, pubblicato 1993, passando per La repubblica delle banane (2001), fino ad arrivare all'ultimo Mani Sporche. 2001-2007. Cosi Destra e Sinistra si sono mangiati la II Repubblica (2007). Per i genovesi Lella Costa è una di casa. Stretto il suo rapporto con Giorgio Gallione, con il quale ha fatto nel 2005 lo spettacolo Alice, una meraviglia di paese e più di recente una riscrittura dell'Amleto di Shakespeare, andata in scena all'Archivolto nell'ottobre scorso. Infine, Vincenzo Cerami, allievo di Pasolini, scrittore e sceneggiatore diventato famoso grazie al suo libro Un borghese piccolo piccolo, in seguito filmato da Monicelli. Nel 1998 ha vinto il David di Donatello per la sceneggiatura de La vita è bella di Benigni.
Molti i giovani che si appassionano in occasione di queste chiacchierate: «tanti in prima fila prendevano appunti. Probabilmente titoli di libri che avrebbero comprato e letto. Questa è in qualche modo una delle nostre missioni», dice il Segretario Generale della Fondazione Garrone Maurizio Luvizone.