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A Genova l'aeroporto è fermo a terra

 
Il dibattito continua: i liguri non amano viaggiare? Un mito che va sfatato. E poi la rabbia di una genovese col figlio che vive a Londra
 
eventi
Il nostro articolo sui voli aerei da Genova ha aperto un acceso dibattito. In redazione sono arrivati molti commenti: hanno già detto la loro Valeria Margiotta, Matteo Zacchetti, Christian Guastamacchia, Matteo, Alessandro Gelardi e Mariella.
Il Cristoforo Colombo è un aeroporto da terzo mondo, dicono: Genova è tagliata fuori dalle rotte delle compagnie low cost, per prendere un volo bisogna spostarsi in altri scali del nordi Italia. Una situazione di cui si parla troppo poco.
Pubblichiamo di seguito l'intervento di Francesco Sessarego e Gabriella Gennari.

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Genova, 22 febbraio 2008
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atterraggio

Quando si parla delle difficoltà del nostro aeroporto spesso si sente dire: «colpa dei genovesi e dei liguri, che sono pochi e che viaggiano poco». È un mito che almeno in parte va sfatato, in modo da non essere usato come facile alibi per i mali del Colombo. Se così fosse non si spiegherebbe perché sulla Genova-Londra, fino a pochi anni fa (quando l'offerta di voli era adeguata alla domanda), volavano ben 200 mila passeggeri l'anno (1 passeggero su 5 del traffico complessivo dell'aeroporto). Allo stesso modo non vi sarebbero tanti liguri che ormai abitualmente scelgono come aeroporto di partenza Pisa piuttosto che Nizza, Malpensa e Bergamo. Per non parlare di quelli che vanno in vacanza con i charter dagli altri aeroporti del nord Italia, che vantano voli per tutte le più gettonate mete di vacanza.
 
A supporto di questa tesi, cioè che sia anche la mancanza di offerta di voli a bloccare la domanda (pochi passeggeri) e non viceversa, propongo un esempio. Fino all'anno scorso Genova non aveva nemmeno un volo charter per una delle mete di vacanza più classiche e gettonate: Sharm el Sheik. Significava forse che non c'erano genovesi e liguri che andavano a fare immersioni e a prendere il sole sul Mar Rosso? Certo che no, solo che tutti i tour operator preferivano concentrare le partenze negli altri aeroporti del nord Italia. Oggi anche Genova ha il suo charter settimanale per Sharm: è bastato un tour operator lungimirante che proponesse il volo diretto da Genova e i passeggeri quasi miracolosamente si sono materializzati. Lo stesso sta accadendo per altri voli charter ed è un segnale positivo.
 
Se allora non è tutta colpa dei viaggiatori genovesi, di chi sono le responsabilità? Più che una cattiva gestione da parte di chi quotidianamente lavora nella società aeroportuale, le colpe del mancato sviluppo del Colombo non possono che ricadere sugli azionisti (in primo luogo l'Autorità portuale, socio di maggioranza col 60%) e sugli enti locali, gli unici soggetti che direttamente o indirettamente (mediante politiche di marketing, promozione del territorio, finanziamenti ad hoc) possono mettere l'aeroporto in condizione di offrire migliori servizi ai passeggeri e competere con gli aeroporti concorrenti.
 
L'immobilismo di queste istituzioni (la Regione Liguria non è mai intervenuta con finanziamenti di promozione e sviluppo, parola dell'attuale presidente Burlando) non ha certo aiutato il Colombo ad essere uno scalo attraente per le compagnie aeree. Questa indolenza ha portato il nostro aeroporto a perdere competitività con i vicini aeroporti, che grazie anche all'interesse e al supporto dei rispettivi azionisti ed enti locali hanno potuto rafforzarsi entrando in un circolo virtuoso (più voli e destinazioni, prezzi competitivi, più passeggeri). Il risultato è sotto i nostri occhi: Genova è ferma al palo, i pochi nuovi voli che vengono attivati durano al più l'arco di una stagione, poi in virtù del potere contrattuale delle compagnie aeree vengono cancellati o ridotti.
 
Finché azionisti ed enti locali, anche con la collaborazione di gruppi e società private (penso a soggetti come Costa Edutainment che gestisce l'acquario, piuttosto che le principali compagnie di crociere che ogni anno a Genova e Savona movimentano oltre 1 milione di crocieristi), non vorranno capire che l'aeroporto è uno strumento fondamentale per lo sviluppo economico, turistico e culturale della città e della Regione (e quindi anche per il benessere degli abitanti), il Colombo sarà destinato a restare a terra.
E noi genovesi al massimo potremo concederci il solito, ennesimo weekend a Londra (ma solo a seconda degli umori di Ryanair...).
Francesco Sessarego

 

Concordo completamente con l'opinione di Alessandro Gelardi espressa su mentelocale.it. Definire il nostro aeroporto vergognoso, è dir poco.
Io mi muovo spesso e ogni volta da Pisa o da Milano, e vi posso assicurare che sia con la macchina (e quindi con il parcheggio) che con il famigerato treno, spendo meno per il volo da Pisa a varie destinazioni, che non per il solo Milano-Genova, sempre che poi il suddetto non venga improvvisamente sostituito da un pullmann che vi farà perdere le coincidenze.

L'aeroporto di Pisa è piccolo, sovraffollato, ma si può andare OVUNQUE in Europa con una scelta di tariffe low-cost incredibile, perché da Genova no? perché chi arriva a Pisa ha a disposizione il bus Terravision di Ryanair o il treno con navetta dall'aeroporto, per andare a Firenze e da Genova è stato negato alla Ryanair di fare lo stesso per la Riviera? Quali altri collegamenti alternativi ha predisposto la Società Aeroportuale per chi arriva in questa benedetta città? È stato addirittura soppresso il percorso del volabus fino a Brignole: ora si ferma a Principe. Comodissimo la notte quando si arriva con l'ultimo volo! Il tragitto aeroporto-città in taxi è più caro che a Tokyo.

Altra nota dolente, il volo da/per Londra soppresso: questo mi riguarda personalmente, avendo un figlio che vive a Londra e che spesso viene, o dovrei dire veniva, a casa per passare qualche weekend e come lui so per certo che ci sono tantissime persone nella stessa situazione. Quest'inverno è venuto due volte, una passando da Orio al Serio e da qui in bus alla stazione di Bergamo e da qui alla Stazione di Milano e da qui finalmente a Genova; l'altra da Pisa con due ore di attesa per il treno per Genova, con tempi che uno impiega per arrivare a New York. Mi direte: ma c'è il volo Milano-Genova. Sì certo, migliore tariffa 230 Eu!

Non è passato per la testa a nessuno di sopperire in qualche modo per alleviare il disagio che improvvisamente tante persone avrebbero avuto per la cancellazione di una tratta ormai così abituale per chi là lavora, un collegamento veloce ad altri aeroporti per esempio.
Mi fermo qui, ma le cose da dire sarebbero ancora tantissime. Resta una rabbia e un senso di impotenza nel vedere questa città allontanarsi sempre di più dalla possibilità, che pure avrebbe, di diventare una meta allettante per cultura e bellezza, senza imporre a chi desiderasse raggiungerla un tragitto con tempi biblici e costi ormai fuori da qualunque mercato.
Grazie per avere sollevato la questione.
Gabriella Gennari

 
 
 
 
 
 
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