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genova  >  spettacoli  >  C'era una volta il rock
La città vecchia di Praga
© foto: Patrizia Farina  -  La città vecchia di Praga
 

Praga sonora: viaggio nella musica

 
Riccardo Storti è andato nella capitale ceca. Oltre a birra e stufati, suggerisce quattro luoghi da visitare. Per gli amanti del pentagramma
 
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Questo intervento è il primo della serie Praga sonora: il secondo e conclusivo testo verrà pubblicato su mentelocale.it martedì 4 marzo 2008 prossimo

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Praga, 26 febbraio 2008
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di Riccardo Storti
   

Quando si scrive di Praga viene spontaneo scivolare dolcemente su digressioni di carattere musicale. Sarà l'esercito di musici vaganti sparsi per ogni quartiere o la forte presenza - addirittura – istituzionale nel campo delle attività concertistiche, fatto sta che, ogniqualvolta si ritorna da Praga, oltre ai ricordi di birra e di stufati maialosi, permangono quelli a forma di pentagramma. Al di là del folklore e dell'oleografia turistica, se andate a Praga (e amate la musica) ci sono almeno quattro siti meritevoli di degno pellegrinaggio.

 

Se dico Bedrich Smetana, cosa vi viene in mente? Date un'occhiata oltre Ponte Carlo: c’è “il” fiume per eccellenza e risponderete Moldava. L'autore del celebre poema sinfonico fu anche colui che, nell'Ottocento, dette lo starter alla scuola nazionale boema. La sua casa è lì e, oggi, si è fatta museo: uscendo dal ponte, in Staré Mesto (la Città Vecchia), proprio sulla destra c'è una leggera palazzina neorinascimentale (Novotného lávka, 1). Bussate (con la Prague Card) e vi sarà aperto. Vi assicuro che la visita è pure divertente: oltre a spartiti, cimeli, exempla, c'è di più. Un podio su cui salire e “dirigere” con una bacchetta (dotata di laser) le varie composizioni di Smetana disposte virtualmente su una serie di leggii ordinati ad orchestra e che si attivano puntandoli con il fascio di luce. Più che Von Karajan, ci si sente Mandrake.

 

L'altro ceco, che diffuse nel mondo le virtù musicali della propria terra, fu Antonin Dvoràk. Il museo è collocato in una costruzione tardobarocca detta Villa America al 20 di Ke Karlovu (quartiere di Nove Mesto). Varcando la soglia, siamo attratti dalle perentorie note della Sinfonia Dal Nuovo Mondo, accolti in un piccolo atrio. Lì si fa il biglietto, si gira intorno al custode e la prima parte è bella che visitata. Una scala a chiocciola ci conduce invece in un ampio salone. Peccato che il pianoforte funga solo da espositore per il merchandising. Rilassante il giardino retrostante con panchine e monumenti, ideale per cominciare a leggere una biografia del nostro (con ampio catalogo discografico) introvabile alle nostre latitudini e al prezzo da zeneisi di 200 Corone (vale a dire circa 8 Euro).

 

Vi fu anche chi, a Praga, visse per qualche tempo, lasciandoci il segno. Mi riferisco a Mozart che, nel 1787, nella residenza di campagna dell'amico musicista Dussek (detta Bertramka), dette forma al Don Giovanni. Oggi la Bertramka è soffocata nella semiperiferia meridionale di Smichov; tra invadenti centri commerciali e qualche edificio fatiscente, si scorge una villetta immersa nel verde. L'interno è assai piacevole e ricco di documentazione. La poco edificante passeggiata tra deiezioni e molesti rumori urbani è, per fortuna, lautamente ripagata dall’apertura di questa breccia spazio-temporale che riporta il visitatore alla fine del Settecento.

continua....

 
 
 
 
 
 
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