Quando chiedo a Lella Costa qual è il libro che consiglierebbe a un giovane, magari a uno di quelli che di leggere non ne hanno molta voglia, risponde: «Il giovane Holden di Salinger, è decisamente un libro che può cambiarti la vita». Preso appunti?
L'attrice milanese è la prossima ospite - lunedì 3 marzo (ore 21.00) - della rassegna Le parole tra noi, organizzata dalla Fondazione Garrone, che si svolge al Teatro Modena di Genova. Il tema del ciclo di incontri è: conoscere le persone attraverso i libri.
Quando chiamo l'attrice è in auto, nel bel mezzo del tour di Amleto, il suo ultimo spettacolo in ordine di tempo, con la regia di Giorgio Gallione dell'Archivolto. In macchina deve passare parecchio tempo, perché quando le chiedo dove le piace leggere, dice: «in barca, al sole, in macchina, ma solo quando non guido... In realtà leggerei di sera, ma quando si è in tournèe si finisce molto tardi, è dura. E poi in vacanza, in relax e raccoglimento».
Quali sono i libri che hanno segnato la sua vita? Riflette, come a mettere ordine in anni e anni di letture, iniziate da bambina, proseguite all'Università (è laureata in Lettere) e poi via via lungo la sua carriera. «È difficile mettere in ordine i titoli, mi vengono subito in mente Shakespeare, Calvino, Beckett». E tra le autrici? «Mi ha molto appassionato la poesia di Emily Dickinson. E poi Elsa Morante, una scrittrice straordinaria, il suo L'isola di Arturo dovrebbere essere letto nelle scuole». E cita ancora Virginia Woolf, Natalia Ginzburg: «ho anche lavorato ad una versione teatrale di Donne dagli Occhi Grandi di Angeles Mastretta, con le musiche originali di Stefano Bollani».
I libri a teatro. Da anni Lella Costa lavora con Giorgio Gallione, che al Teatro dell'Archivolto ha istituzionalizzato questo legame: Pennac, Benni, Saramago, Sepulveda sono solo alcuni degli autori messi in scena dal regista. «La lettura è una condizione necessaria per fare bene il nostro lavoro - dice Lella Costa - ma mettere in scena i libri è un'altra cosa. È un'operazione molto difficile, ma non è detto che un testo che hai amato funzioni anche in scena».
L'ultimo che ha letto? «Sardinia blues di Flavio Soriga, bellissimo». E il primo? «Senza dubbio Piccole donne e il Giornalino di Giamburrasca. Il primo ora lo ritrovo sul comodino delle mie figlie, una bella sensazione. Tra i libri da leggere cito anche Molto forte incredibilmente vicino di Jonathan S. Foer, che usa una tecnica narrativa straordinaria. I romanzi rimangono il genere che preferisco».
Passiamo al teatro. L'Amleto sta andando molto bene, ha già idea di cosa farà una volta finita la tournèe? «Il prossimo anno porterò ancora in giro Amleto, poi mi prenderò una pausa. Tornerò ad occuparmi dei temi che mi interessano di più, soprattutto quelli che riguardano il femminile». Ha in mente qualcosa in particolare? Iniziative concrete? «Mi impegnerò come ho già fatto, ma è veramente troppo presto per parlarne».